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Bagna Cauda

Autore: | Categoria: Ricette Autunnali, Ricette Piemonte, Ultimi Post | Tag: acciughe, aglio, bagna cauda, piatti tipici, piemonte | Categoria Principale: Ricette Autunnali

Ingredienti

  • 2 o 3 acciughe (preferibilmente le Rosse di Spagna)
  • 2 o 3 spicchi d'aglio
  • olio extravergine di oliva (qualche cucchiaio per ogni commensale)
  • verdure miste
  • Difficolta':
    Impegnativa
  • Costo:
    Basso

La Bagna Cauda o Bagna Caoda è una tipica ricetta autunnale piemontese. Un’espressione, che possiamo tradurre come “salsa calda” che non è altro che un intingolo a base di olio, aglio e acciughe con cui generalmente si condiscono verdure crude e cotte sempre tipiche della zona.

Secondo la tradizione questo piatto si consumava nei territori dell’astigiano, delle Langhe del Roero e del Monferrato in occasione della vendemmia. Ma vediamo come si prepara.

Procedimento

1) Iniziate con il preparare l’aglio: dopo aver tolto il germoglio tagliate ogni spicchio a fettine molto sottili e dopo averlo asciugato, mettetelo in un tegame con qualche cucchiaio d’olio (volendo si può aggiungere anche un pò di burro) e cuocete a fuoco lento per una mezz’ora, avendo cura di girare il composto più volte.

2) Dopo che l’aglio si sarà sciolto con l’olio, formando una crema omogenea, aggiungete altro olio.

3) Ora è il momento delle acciughe: dissalatele, lavatele in acqua e vino e asciugatele prima di metterle nel tegame.

4) Continuate la cottura sempre a fuoco basso, in modo tale che anche le acciughe si sciolgano e si amalgamino con l’aglio: è questo, infatti, il segreto per rendere il piatto digeribile.

5) La salsa sarà pronta quando otterremo una crema omogenea e di colore marrone chiaro.

Le verdure da intingere non devono essere aromatiche (banditi, dunque, finocchi, sedani e ravanelli), ma di stagione e sopratutto tipiche del basso Piemonte.

Le verdure che si utilizzano con la Bagna Cauda sono essenzialmente crude. E’ questo il caso di cardi, peperoni (che possono essere anche arrostiti o conservati in aceto), cavoli, scarola, indivia, porri, cipollotti lunghi (che si è soliti incidere nella base a croce e immergere nel vino locale), rape bianche e mele.
Utilizzate anche barbabietole rosse cotte al forno, cavolfiori lessi, cuori di cavolo lessi, cipolle al forno, patate bianche, zucca e polenta arrosto o fritte.

Per terminare la salsa si è soliti strapazzare, all’interno del tegamino, delle uova fresche.

bagna cauda caoda

9 Commenti

  1. bruna10/10/2014 a 14:19Rispondi

    La bagna cauda l’abbiamo mangiato domenica alla Pro loco di Mogradino era deliziosa le signore che l’anno preparata ci hanno detto che le proporzioni sono 1 kg aglio mezzo di acciughe. Far andare a fuoco lento che non bolli fino a quando si forma una c’era .risultato BUONISSIMA.

  2. Giusy04/11/2013 a 22:35Rispondi

    Sino ad oggi non sono mai riuscita a trovare la ricetta “giusta” della Bagna Caoda in alcun sito, perlomeno non della Bagna Caoda che noi vecchie piemontesi ci tramandiamo.
    Di solito abbiamo messo sempre tutte una testa d’aglio a persona, un etto d’acciughe a persona più un’etto per lo scarto. Per 4 persone quindi 4 teste d’aglio e mezzo chilo d’acciughe. Si taglia l’aglio a fette sottili (dopo aver tolto l’anima) e lo si fa sciogliere nell’olio molto lentamente (si scioglie) quindi si aggiungono le acciughe pulite e tagliuzzate. La Bagna Caoda deve cuocere molto lentamente aggiungendo olio sino a quando non diventa una salsa delicata e omogenea. Nelle campagne le nostre nonne la facevano cuocere per ore sulla stufa, nella parte meno calda perchè bollisse appena. La salsa è quindi pronta. Oggigiorno chi vuole aggiunge un cartoccio di panna da far ovviamente cuocere ancora per una mezz’ora. Nelle nostre montagne in alcune località la ricetta prevedeva invece l’aggiunta della polpa di un pomodoro pelato e tritato…. ricetta della bella Rosin moglie morganatica del re Toiu (Vittorio Emanuele)… verdure da intingere, tutte quelle che uno preferisce.

    • emilio01/12/2013 a 12:54Rispondi

      ma per testa di aglio si intende spicchio? la voglio provare

  3. ethel02/04/2013 a 22:36Rispondi

    Si trita l’aglio e si fa andare con un po’ di burro si mettono le acciughe e quando è tutto sciolto si aggiunge l’olio facendo sobbollire per un po’ (ricetta direttamente dall’enciclopedia della cucina deagostini… tipicamente piemontese come edizione )
    Variante di mia nonna… l’aggiunta di un po’ di panna che rende meno marcato il gusto dell’acciuga…
    E non è vero che non si usano sedano e finocchi… sono buonissimi per non parlare del radicchio di treviso…

  4. Gaia10/11/2012 a 01:01RispondiAutore

    Ciao a entrambi…alla fine credo che, in quanto ricetta regionale, tipica e tramandata di genitori in figli siano normali alcune “varianti”…

  5. Ezio31/10/2011 a 22:25Rispondi

    Onestamente il punto 1) della ricetta non mi torna.

    Aglio tagliato a fette fini nel burro imbiondisce e frigge leggero leggero come cipolla.. dopo un po appassisce ma sciogliersi non c’é verso. Provare per credere.

    Da buon Piemontese quello che posso dire e ché l’aglio si mette in un po (poco) di latte a riposare per 1 ora circa e poi con il latte si mette nel pentolino e si fa cuocere finche non si scioglie. Vedrete che cosi sarà tutto ok.

    E’ la ricetta originale della bagna caoda niente di inventato.

    A questo punto si agiunge Olio e burro e continua ricetta al punto 2)

    • Nicole09/11/2012 a 23:36Rispondi

      Ciao Ezio, a me risulta che la macerazione nel latte non faccia parte della ricetta originale…sto facendo una ricerca e pare che la ricetta antica preveda l’uso solo degli ingredienti citati nell’articolo

    • cinzia14/11/2012 a 15:17Rispondi

      la ricetta è giusta volendo essere pignoli basta pulire le acciughe raschiandole con il coltello senza metterle nel vino o nell’aceto, tritare le lische e aggiungerle alla fine(non si buttava via niente) e poi per esperienza mettendo il latte diventa tutto indigesto e si perde il gusto dell’aglio.
      non bisogna far friggere l’aglio bisogna farlo sciogliere nell’ olio caldo e qui ci vuole la pazienza delle nostre nonne e magari anche un bel putagè (cucina economica a legna per quelli che non sono piemontesi…)

      • Gaia14/11/2012 a 17:40RispondiAutore

        grazie dei vostri suggerimenti!

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