Carnevale è alle porte e così ho pensato di presentarvi un dolcino fritto un po’ meno calorico del…
Si tratta di una ricetta povera, fatta con ingredienti semplici dove, l’elemento che senza dubbio fa la differenza è il pecorino romano. Tante sono le leggende su questo piatto che nel Lazio viene tramandato da intere generazioni, ma la semplicità della realizzazione unitamente al sapore deciso ed esclusivo lo rendono in piatto unico.
Fate scaldare 3 cucchiai di olio extra vergine in una padella, ad olio caldo fatevi soffrigere la pancetta. Quando il guanciale sarà leggermente rosolato (è importante che mantenga un buon grado di morbidezza) aggiungete mezzo bicchiere di aceto di vino bianco di qualità.
Alzate la fiamma affinchè la parte alcolica dell’aceto vaporizzi velocemente,. Quando quest’ultima sarà venuta meno (fate attenzione a non far bruciare il guanciale), aggiungete la polpa di pomodoro e fate cuocere a fuoco moderato per circa 30 minuti. Solo se volete aggiungete del peperoncino.
Cuocete la pasta e scolatela al dente. Versatela nella padella insieme al sugo di amatriciana dove aggiungerete il pecorino e mantecarete per un paio di minuti a fuoco medio.
Servite su un piatto fondo senza bordo, con i colori della terracotta, e accompagnate con un buon bicchiere di vino rosso, un toscano giovane che non superi i 12,5 gradi.




mi spiace ma la ricetta è sbagliata, a cominciare dal nome. Sono a disposizione per qualsiasi chiarimento. Buon Appetito
Ciao Massimiliano, rettifiche e miglioramenti sono sempre bene accetti il nostro è un sito aperto a tutti. Dimmi la tua.. tieni conto che questa ricetta è stata presa da una raccolta di ricette romane pubblicata da un quotidiano romano. Io non ho mai modificato gli ingredienti ed ho avuto davvero degli ottimi complimenti da tutti coloro che l’hanno provata. Fatti sentire Ciao