Ciambotta di Salerno

La tradizione della cucina campana a tavola con una ricetta tipicamente cilentana

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La ciambotta di Salerno rappresenta una ricetta che incarna perfettamente l’anima e i sapori del territorio cilentano. Un mix d’ingredienti che conquista sin dal primo assaggio e che regala alla tavola un piatto speciale, tutto da gustare. Una delizia che trae origine dalla cucina di un’epoca lontana e ormai dimenticata, quella della vita contadina, e che giunge fino ai giorni nostri con l’obiettivo di valorizzare e preservare i prodotti del territorio. Una ricetta simbolo della provincia di Salerno, proposta con fierezza dai ristoranti più rinomati e dalle trattorie veraci. Ma soprattutto nelle case di tutti durante i giorni di festa, tra le tavolate in famiglia, come il piatto più atteso.

Ingredienti

  • 300 g di melanzane
  • 200 g di peperoni rossi e gialli
  • 250 g di patate
  • 200 g di pomodori
  • 1 bicchiere di olio extravergine d’oliva
  • 50 gr di cacioricotta di capra
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 cipolla
  • peperoncino fresco q.b.
  • origano q.b.
  • sale q.b.

Tempi e dosi

  • Dosi: 4 persone

Ciambotta di Salerno: la storia della ricetta

Sapore, territorio e identità nello stesso piatto: la ricetta della ciambotta rappresenta non solo il Cilento ma tutta la provincia di Salerno. Un piatto che vede nelle verdure la ricchezza più grande: uno stufato di peperoni, patate e melanzane, arricchito da spezie e dal tocco delizioso della cacioricotta, per un contorno da leccarsi i baffi. Una ricetta che nasce dalla cucina contadina, tipica delle lunghe giornate trascorse nei campi: ad accompagnare questo piatto come alleato prezioso c’era ovviamente il pane per un connubio perfetto.

La ciambotta è un piatto tipico di Salerno ma la sua ricetta è diffusa anche in altre regioni della zona centrale e meridionale dell’Italia. Nel Lazio, ad esempio, si chiama ‘cianfotta’, in Abruzzo ha il nome di ‘ciabotto’. Ma anche in Campania la definizione è diversa: ‘ciambotta’ per la zona cilentana ma anche ‘cianfotta’ per la zona napoletana. Cambiano anche i particolari della ricetta con l’aggiunta di olive nere e origano o, nel caso della tradizione laziale, fave, piselli freschi e carciofi. Una versione italiana della più famosa ratatouille, conosciuta in tutto il mondo.

Il legame profondo tra cucina e territorio

La ciambotta di Salerno riassume perfettamente il concetto di cucina a chilometro zero e incarna un’epoca che oggi appare antichissima. Quella del lavoro nei campi, del rapporto viscerale costruito con il proprio territorio oggi diventato un patrimonio da preservare a ogni costo, minacciato costantemente dai cambiamenti repentini della nostra epoca. Melanzane, peperoni rossi e gialli, patate e pomodori, oltre ai particolari dell’olio e delle spezie – con l’aggiunta della cacioricotta cilentana – condensano in un solo piatto tutta l’anima della provincia di Salerno. La stessa che incrocia la propria storia con quelle di vita vissuta dei contadini tra le sfumature di questo piatto, la ciambotta, considerato come il pasto ideale da portare con sé nella propria giornata di lavoro lontano da casa, gustoso ma anche nutriente.

Oggi la ciambotta ha in parte perso il significato di un tempo e ha modificato il suo valore, da contorno di un classico menù casalingo, prezioso per gli abbinamenti con un secondo magari di carne. Tra i ristoranti viene scelto come ricetta tipica del territorio e nella sua presentazione viene abbinato anche il racconto sulla storia della ricetta e sul suo antico significato, lontano da quello odierno. Da portata principale a delizia del menù, nel pieno della tradizione enogastronomica locale: la ciambotta conserva il suo legame inscindibile con il territorio e conquista uno spazio da ricetta regina della provincia salernitana.

 

Giuseppe Coppola
Giuseppe Coppola

Giornalista pubblicista, laureato in Comunicazione. Un piatto di pasta è sempre una buona idea.


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