La zuppa di scarola è uno di quei piatti che raccontano la cucina di casa, quella fatta di pochi ingredienti e di gesti ripetuti nel tempo, capaci però di restare impressi nella memoria. Tipica della tradizione contadina dell’Italia centrale e meridionale, questa preparazione nasce come piatto povero ma nutriente, ideale per affrontare i mesi più freddi. La scarola, con il suo gusto lievemente amarognolo, è la vera protagonista: una verdura che in cottura si addolcisce, diventando morbida e saporita. A rendere questa verdura ancora più buona è l’accostamento con l’aglio, l’olio extravergine d’oliva e, un brodo semplice che può essere vegetale o arricchito da legumi. La zuppa di scarola non ha bisogno di eccessi: è proprio la sua essenzialità a darle carattere. Servita calda, con un po’ di pasta, sprigiona profumi rassicuranti e familiari. È una ricetta che parla di stagionalità, di attenzione alla materia prima e di un modo di cucinare lento e rispettoso, capace di trasformare una verdura comune in un piatto confortante e completo.
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Tritate gli scalogni, la carota e il sedano per poi farli appassire in un filo d’olio con un pizzico di sale. Stufateli per alcuni minuti e, se dovessero asciugarsi troppo, aiutatevi con un pò d’acqua. Unite la patata ridotta a dadini e il prosciutto cotto, quindi proseguite per 5 minuti con la cottura a fuoco dolce.
A questo punto, aggiungete la scarola tritata, un cucchiaio di prezzemolo tritato e alcune foglioline di timo. Fate stufare per alcuni minuti per poi coprire la verdure con mezzo litro di acqua bollente. Continuate la cottura per circa 30 minuti, fino a quando le verdure non saranno molto cotte. Con l’aiuto di un minipimer, frullate il condimento fino a ottenere una crema fluida e liscia, aggiungendo 2 cucchiai d’olio a filo. Regolate la salinità e speziate con un pizzico di pepe.
Unite la pasta e fatela cuocere nella crema. Per evitare che si addensi, mescolate con cura. Impiattatela e guarnitela con il pomodoro a dadini e le olive a ridotte a pezzetti. Rifinite con un filo d’olio e servitela quasi tiepida.
Nel tempo, la zuppa di scarola ha conosciuto numerose varianti, tutte legate alle diverse tradizioni locali e alle abitudini familiari. In molte zone viene arricchita con fagioli cannellini o borlotti, che aggiungono cremosità e rendono il piatto ancora più sostanzioso, trasformandolo in un pasto unico. In altre versioni non mancano le acciughe, sciolte nell’olio caldo insieme all’aglio, per dare una nota sapida e profonda che bilancia l’amaro della verdura. C’è chi aggiunge un uovo sbattuto a fine cottura, mescolando rapidamente per ottenere una consistenza vellutata, quasi da stracciatella, e chi completa il piatto con una spolverata di pecorino grattugiato. Qualunque sia la versione scelta, la zuppa di scarola resta una preparazione genuina, che invita alla convivialità e alla condivisione.

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