Pisarei e fasò

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Pasta e fagioli, una minestra simbolo della cucina in ogni parte d’Italia e che, nella sua versione piacentina, è così imperniata nella tradizione gastronomica locale da poter vantare la Denominazione Comunale d’Origine (De.Co.), sin dal 2006: stiamo parlando di pisarei e fasò, piatto storico della cucina povera e molto consumato sia in famiglia sia nei ristoranti, fatta con dei gnocchetti ruvidi e irregolari di pane raffermo: una specialità di recupero nella sua forma più classica.

 

Ingredienti

  • 400 g di farina bianca (possibilmente 00);
  • 150 g di fagioli;
  • 50 g di burro;
  • 35 g di lardo tritato;
  • 150 g di pangrattato
  • 1 spicchio di aglio;
  • 1 cipolla;
  • 1 cucchiaio di passata di pomodoro;
  • 1 cucchiaio di brodo;
  • Parmigiano Reggiano grattugiato q.b.;
  • Prezzemolo tritato q.b.;
  • Sale e pepe q.b.

Tempi e dosi

  • Tempo Preparazione: 30 minuti
  • Tempo Cottura: 2 ore
  • Difficoltà: Normale
  • Cucina: Italiana
  • Categoria: Primi Piatti

Procedimento

  1. Cuocere i fagioli per un’ora, in pentola, con l’acqua ma senza aggiungere il sale. Se si parte dai fagioli secchi, farli ammollare in acqua per almeno 8-12 ore.

     

  2. Spargere 3/4 della farina su una spianatoia, poi aggiungere pangrattato strizzato, sale e acqua tiepida. Mescolare fino ad avere un impasto relativamente omogeneo.

  3. Ricavare dei filoncini di circa mezzo centimetro di diametro con cui ottenere dei cilindri lunghi e grossi, detti comunemente bisce. Schiacciare e arrotolarli leggermente su loro stessi con l’aiuto dei pollici.

  4. Tagliare le bisce a pezzettoni grossi più o meno quanto i fagioli, dandogli una forma di conchiglia.

  5. Fondere burro e lardo in una pirofila grande, in cui far soffriggere il prezzemolo e l’aglio e aggiungendo poi la cipolla tagliata.

  6. Scolare i fagioli tenendo l’acqua di cottura da parte, poi unirli a passata di pomodoro, brodo e pepe. Cuocere a pentola coperta e fiamma bassa per circa un’ora.

  7. Cuocere i pisarei in abbondante acqua salata e scolarli nella pirofila col sugo man mano che vengono a galla.

  8. Mescolare con delicatezza, aggiungere il formaggio e gustare ancora caldi, accompagnati da un buon bicchiere di vino rosso.

Pisarei e fasò, tradizione medievale

Di pisarei e fasò non si conoscono le origini, purtroppo, come in molti piatti di derivazione contadina e popolare. C’è chi li fa risalire al Medioevo, quando i monaci dei conventi li facevano a mano per dare un pasto caldo ai tanti pellegrini che passavano sulla Via Francigena, diretti verso Roma o di ritorno dalla Città Eterna.

La versione comune di questa ricetta è molto diversa dalla versione tradizionale, che sopravvive ormai solo in poche case e ristoranti. Quest’ultima, infatti, esige lardo e cotenna (le cotiche, pelle di maiale), oltre all’uso dei fagioli dall’occhio che provengono dall’Africa, e dunque sono presenti in Europa da ben prima della scoperta dell’America.

Nella versione contemporanea, rivisitata e per certi versi semplificata (alleggerendola), si impiegano salsicce di maiale e la polpa di pomodoro, oltre ai fagioli borlotti, di provenienza americana ma oggi ampiamente presenti nelle colture piacentine, alla pari del pomodoro di Podenzano, l’oro rosso di Piacenza.

pisarei e faso

Il vino consigliato da nonna:

Un vino rosso piemontese ricco e strutturato, che si caratterizza per la sua acidità vivace e i profumi fruttati. La sua struttura e freschezza lo rendono perfetto per piatti ricchi, specie pisarei e fasò in versione comune.

Stefano Maria Meconi
Stefano Maria Meconi

Giornalista, ma soprattutto appassionato di tutto ciò che ruota intorno al mondo del buon mangiare: da degustatore, da aspirante cuoco, da cultore degli ingredienti.


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