Petto di pollo, fiori di zucca e uova: pochi ingredienti per uno sformato di pollo che è un modo originale, insolito e allo stesso tempo anche elegante di servire una carne sempre più presente in cucina. La usano infatti moltissimo gli sportivi e chi, in generale, ci tiene all’alimentazione: molte proteine, poche calorie e una versatilità che la rende adatta a tante ricette diverse. Nonna ha deciso di dargli un aspetto gourmet, servendola in delle monoporzioni ricche di gusto che, come vedrai, sono facili da fare ma fanno un figurone.
Tritate la cipolla e la carota, quindi stufatele in un cucchiaio d’olio e un pizzico di sale. Unite i fiori di zucca tritati e fate insaporire per un paio di minuti.
A questo punto, unite il petto di pollo a pezzetti piccoli, rosolatelo velocemente in padella con poco olio e sale e sfumate con il vino bianco.
Trasferite il pollo con il soffritto in una ciotola capiente. Aggiungete al composto il parmigiano grattugiato, le uova sbattute e un cucchiaio di prezzemolo tritato. Amalgamate bene e riempite con questa farcia 6 stampini monodose in alluminio, precedentemente unti d’olio e infarinati.
Cuocete in forno per 20 minuti a 180 °C (modalità ventilato), finché non si sarà formata una crosticina in superficie.
Servite gli sformati di pollo su un piatto da portata, in modo che tutti i commensali possano prendere la loro porzione, oppure portateli in tavola su piatti singoli, accompagnandoli con delle melanzane grigliate oppure, per una versione ancora più gourmet, con una emulsione di pomodoro fresco, condito con olio, sale, peperoncino e timo.
Nel caso del nostro sformato di pollo, l’eventualità non dovrebbe accadere: la presenza delle uova, le verdure soffritte e il vino rendono quasi impossibile l’eventualità che il petto di pollo diventi secco. Può però succedere in caso di preparazioni diverse, come il classico petto di pollo in padella. Ci sono degli accorgimenti che possono evitare che questo succeda, tra cui:
Giornalista, ma soprattutto appassionato di tutto ciò che ruota intorno al mondo del buon mangiare: da degustatore, da aspirante cuoco, da cultore degli ingredienti.
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