Genovese, alle mandorle, di rucola oppure trapanese: il pesto è una delle salse più note, apprezzate, imitate e interpretate della cucina italiana. Lo si può fare in tantissimi modi diversi, serve per accompagnare generalmente i primi piatti ma si usa anche nelle torte salate, come ingrediente per preparazioni diversissime tra loro ed è amato da tutte le età.
La prima variante del pesto, il moretum, è descritta già in epoca romana da Virgilio. Sostanzialmente, il pesto è una salsa alimentare preparata con olio e altri ingredienti, tra cui verdura o erbe aromatiche, frutta secca, formaggi e altro. Il suo nome deriva dall’abitudine di “pestare”, cioè schiacciare gli ingredienti con un pestello. Oggi si usa più frequentemente il frullatore, sia normale sia a immersione, per velocizzare i tempi e renderlo accessibile a tutti, ma si può anche comprare già fatto.
Il pesto si abbina a quasi tutti i tipi di pasta, dipende dalla tipologia del condimento e dal proprio gusto. Per il pesto alla genovese si possono utilizzare linguine, trofie o i mandilli de sea, una sorta di maltagliati tipici della tradizione ligure. Con il pesto alla trapanese vanno molto bene anche le busiate, dei maccheroncini lunghi e attorcigliati tipici della cucina calabro-siciliana. Nulla vieta di usare come pasta anche fusilli, penne, tortiglioni e tutto ciò che abbiamo a disposizione in dispensa.
Per mantenere verde il pesto durante la preparazione, si possono impiegare alcuni cubetti di ghiaccio, che abbassano la temperatura delle lame del frullatore e impediscono l’ossidazione delle foglie di basilico. Una volta preparato, si può conservare con un leggero strato di olio extravergine d’oliva sulla superficie, che anche in questo caso evita il fenomeno ossidativo.