Torta Nicolotta

Sapore della cucina povera e bontà di un tempo: questo dolce di recupero tipico di Venezia è fatto con il pane raffermo

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Dolce tipico della tradizione contadina del Veneto, e in particolare della città di Venezia, la torta Nicolotta (in dialetto “nicolota”) è famosa anche come torta di pane, poiché permette di riciclare il pane avanzato e raffermo rendendolo gustoso. Nella regione si prepara in molte varianti diverse, così come la si può arricchire con ciò che si ha a disposizione in casa. La sua variante più famosa è la macafame, che si prepara a Vicenza e vede protagoniste anche le mele. Intanto, Nonna ti fa scoprire come si fa la sua versione veneziana.

Ingredienti

  • 300 gr di pane raffermo e senza crosta
  • 500 ml di latte
  • 100 gr di farina
  • 100 gr di zucchero
  • 100 gr di uvetta
  • 50 ml di grappa
  • 30 gr di burro
  • 15 gr di pinoli
  • 5 gr di semi di finocchio
  • 2 gr di vanillina
  • 2 uova
  • sale qb
  • buccia di arancia qb

Tempi e dosi

  • Tempo Preparazione: 15 minuti
  • Tempo Cottura: 60 minuti
  • Dosi: 1 torta da 24 centimetri
  • Difficoltà: Facile
  • Cucina: Italiana
  • Categoria: Dolci

Procedimento

  1. Lava l’uvetta e lasciala ammorbidire in acqua e grappa. Nel frattempo, taglia il pane a dadini e lascialo in ammollo nel latte per circa mezz’ora.

     

  2. Aggiungi la farina setacciata, lo zucchero, il burro morbido, l’uvetta (precedentemente scolata, strizzata e infarinata), i pinoli, la buccia grattugiata degli agrumi, le uova (già battute a parte), il sale e la vanillina. Mescola e amalgama bene il tutto.

  3. Imburra e cospargi di pangrattato una tortiera di 24-26 centimetri di diametro, poi versa il composto, livella la superficie e cospargi di semi di finocchio.

  4. Cuoci in forno ventilato a 180 °C per circa un’ora. Una volta terminata la cottura, lascia raffreddare il dolce nello stampo e servilo freddo, accompagnato con con vino dolce, come un Passito o un Vin Santo.

La storia della Torta Nicolotta

Le sue origini sono povere e da ricercare lontano nel tempo, quando veniva preparata presso la Parrocchia di san Nicolò dei Mendidoli (i mendicanti) di Venezia. L’antica comunità, infatti, usava preparare quella che sarebbe diventata la torta Nicolotta per sfamare la gente umile, ovvero pescatori e artigiani. Infatti, si narra che venisse distribuita il venerdì mattina, ai poveri della città, presso tutti i conventi di Venezia. Questo dolce povero, ma ricco di sapori e aromi, a partire dal ‘700, quando la povertà di fece sentire in modo diffuso, veniva preparata anche con la polenta e poi è così entrato nella tradizione culinaria della regione. Infatti, oggi è davvero immancabile in ogni casa e locale di Venezia e non solo.

torta nicolotta

Stefano Maria Meconi
Stefano Maria Meconi

Giornalista, ma soprattutto appassionato di tutto ciò che ruota intorno al mondo del buon mangiare: da degustatore, da aspirante cuoco, da cultore degli ingredienti.


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