Bologna ha le lasagne, Roma risponde coi bucatini, ma dalle parti di Padova la pasta che più piace e conquista da generazioni sono i bigoli in salsa. Rigorosamente preparati con un condimento di acciughe e cipolle, almeno per i più tradizionalisti, sono uno dei piatti simbolo della cucina povera del Veneto, preparato con ingredienti semplici e servito nelle occasioni importanti. La base è quella appunto dei bigoli, una pasta acqua e farina simile ad uno spaghetto, solo un po’ più grosso. Dalla città di Sant’Antonio si sono poi diffusi nel resto del Veneto, in Trentino e in Lombardia, diventando oggi anche una specialità dello street food, il cibo da strada. Nonna, però, vuole raccontarti la ricetta originale, che si può riproporre anche a casa senza particolari difficoltà: ecco come farla.
Affettate sottilmente le cipolle bianche e rosolatele in un tegame assieme a 4 cucchiai d’olio d’oliva. Salatele e pepatele leggermente.
Cuocetele a fuoco basso, in modo che si ammorbidiscano lentamente. Coprite per favorire la cottura. Quando si saranno intenerite, aggiungete le acciughe precedentemente pulite dal sale e tritate grossolanamente.
Nel frattempo portate a ebollizione abbondante acqua salata e lessate i bigoli. Una volta cotti, scolateli e fateli saltare nel sughino a base di acciughe e cipolle.
Impiattate, decorate con qualche acciughina e con una spolverata di prezzemolo. Servite subito
Le origini dei bigoli in salsa affondano nel XVII secolo, quando un pastaiolo padovano ideò un torchio, il bigolaro, capace di creare questi lunghi cilindri di pasta. Il nome, infatti, potrebbe derivare dal dialetto veneto “bigàt”, che significa bruco, richiamando la forma tozza e leggermente irregolare.
Quando si parla di bigoli la parola d’ordine è semplicità, perché vengono realizzati con farina di grano tenero e acqua. Nelle famiglie più abbienti ne veniva realizzata una versione più ricca, cioè veniva aggiunto l’uovo. Oggi le varianti si sono moltiplicate, ma ciò che rende davvero unici i bigoli è la loro capacità di essere un simbolo di convivialità. In Veneto i bigoli hanno un solo significato: famiglia. Infatti, vengono consumati nei pranzi domenicali, quelli che fanno in modo la famiglia sia tutta riunita.
Un tempo il loro consumo, proprio nell’ambito familiare, avveniva soprattutto nelle giornate di magro, per la Vigilia di Natale e durante la Quaresima, non potendosi consumare la carne. Si preparava così la salsa con cipolle e acciughe, ingredienti poveri nel prezzo ma ricchi nel gusto.

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