Quando si parla di cacciucco, il pensiero corre subito al mare di Livorno, alle reti ancora umide di salsedine e al profumo del pomodoro che avvolge triglie, seppie e polpi. Ma in Toscana, terra di contrasti e sorprese, esiste anche un altro cacciucco. È il cacciucco di ceci, un piatto della tradizione contadina, di recupero e amore per i sapori della terra. È una ricetta che sa di campagna toscana, di colline verdi e mani spolverate di farina. Un piatto che, a dispetto della sua semplicità, sa dare conforto e carattere a ogni boccone.
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Mettere i ceci a bagno in abbondantissima acqua fredda salata e lasciarli per 24 ore.
Trascorso questo tempo mondare le biete, lavarle e lessarle con la sola acqua rimasta loro aderente dopo il lavaggio.
In un tegame di terracotta versare l’olio e farvi soffriggere la cipolla affettata, l’aglio intero e l’acciuga lavata e diliscata.
Con la forchetta spappolare bene l’acciuga poi versarvi sopra i ceci scolati dall’acqua, salarli e peparli, quindi unire le biete, coprire tutto quanto con acqua fredda o tiepida nella quale si sarà sciolta una cucchiaiata di salsa di pomodoro.
Incoperchiare il recipiente e cuocere i ceci per quattro ore, a piccolo bollore e senza mai sollevare il coperchio.
Abbrustolire nel forno i crostini di pane (oppure friggerli nell’olio); sistemarli sul piatto di portata, fondo, porvi sopra tutti i ceci ed il loro sugo e cospargere la preparazione con una manciata di pecorino grattugiato. Servirla subito, ben calda.
Lo preparavano le nonne nelle fredde giornate d’inverno, quando il fuoco scoppiettava nel camino e la dispensa offriva solo legumi secchi, qualche pomodoro conservato e del pane vecchio da recuperare. Il suo profumo si diffondeva per tutta la casa, richiamando i bambini affamati e i nonni stanchi dalla vigna.
Il cacciucco di ceci è una zuppa di ceci, delle tante varianti “di terra” nate nelle cucine povere delle campagne toscane, dove la carne era un lusso e il pesce non sempre arrivava fino ai paesi dell’interno. In particolare, questo piatto è diffuso nella zona di Colline Pisane, Val di Cecina e Alta Maremma, dove l’abitudine di cucinare zuppe robuste con legumi e pane raffermo si è consolidata nei secoli. Il termine “cacciucco”, infatti, non è esclusivo del pesce: deriva probabilmente dal turco kaçuk (mescolanza), e descrive una preparazione mista, ricca, in cui diversi ingredienti si uniscono per creare un sapore profondo. Nel caso del cacciucco di ceci, protagonisti sono proprio i legumi, spesso arricchiti con aglio, salvia, peperoncino e pomodoro, e serviti con pane tostato o raffermo, a volte strofinato con aglio.
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