Fagioli alla veneta

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Ci sono piatti che non hanno bisogno di presentazioni elaborate, perché bastano il profumo e il ricordo a raccontarli. I fagioli alla veneta sono uno di quei sapori antichi, rustici e autentici che parlano la lingua della terra, delle stagioni, delle mani operose che li hanno preparati per generazioni. Sono piatto di conforto, di ritorno a casa dopo giornate fredde nelle campagne, di tavole imbandite con il poco che bastava a nutrire e scaldare. Il loro aroma è quello della cucina contadina veneta, fatta di pentole che sobbollono piano, di legno che scoppietta nel camino, di storie tramandate attorno a un piatto fumante. Oggi come allora, i fagioli alla veneta non sono solo una ricetta, ma un piccolo rito quotidiano di sapore e memoria. Ancora rappresentano una presenza costante nelle osterie del territorio, dove il tempo sembra essersi fermato e i sapori restano quelli di una volta.
Ricorda: se usi fagioli secchi, mettili in ammollo in acqua fredda per almeno 8-12 ore. Poi scolali e sciacquali.

Baccalà mantecato
Baccalà mantecato

Ingredienti

  • 300 gr di fagioli borlotti secchi
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 50 gr di lardo
  • sale qb
  • pepe qb
  • aceto di vino rosso (opzionale) qb
  • acqua qb

Tempi e dosi

Come preparare i fagioli alla veneta

  1. In un tegame largo e fondo, fai soffriggere la cipolla tritata finemente insieme all’aglio schiacciato, al lardo a cubetti (o all’olio se preferisci una versione vegetariana) e alla foglia di alloro.

  2. Aggiungi i fagioli e coprili con acqua fredda. Porta a ebollizione, poi abbassa il fuoco e lascia sobbollire dolcemente per circa 1 ora e mezza, mescolando ogni tanto.

  3. A metà cottura, puoi aggiungere un cucchiaio di concentrato di pomodoro per dare un tocco di colore e sapore in più.

  4. A fine cottura, aggiusta di sale e pepe. Se vuoi dare una nota leggermente acidula come da tradizione contadina, puoi versare un cucchiaio di aceto di vino rosso.

  5. Servili caldi, magari con una fetta di polenta grigliata o del buon pane casereccio.

Origine e tradizione dei fagioli alla veneta

Nella cultura gastronomica del Veneto, i legumi hanno sempre avuto un ruolo fondamentale, soprattutto in tempi in cui la carne era un lusso e la cucina doveva essere nutriente e sostanziosa. I fagioli, arrivati in Europa dopo la scoperta delle Americhe, trovarono terreno fertile anche nella pianura padana, diventando parte integrante della dieta quotidiana. Basti pensare in quante ricette è possibile utilizzarli, come ad esempio la classica insalata di tonno e fagioli, ideale da portare anche in spiaggia. I fagioli alla veneta – spesso chiamati anche fasioi in tecia (letteralmente “fagioli in tegame”) – sono una ricetta umile, ma ricca di gusto. In origine erano cotti lentamente in pentole di terracotta insieme a un battuto di lardo, cipolla, aglio e alloro, insaporiti con un cucchiaio d’aceto o con un pezzo di cotica o pancetta. Non mancavano mai nelle case rurali, serviti come piatto unico o come contorno generoso da accompagnare alla polenta.
fagioli alla veneta

I fagioli alla veneta il giorno dopo sono ancora più buoni, riscaldati lentamente in tegame. E se ti avanza qualcosa, usali per preparare una zuppa o una crema di legumi da leccarsi i baffi.

Marianna Di Pilla
Marianna Di Pilla

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