Quando si pensa a Genova e alla cucina ligure, la mente corre quasi in automatico al verde brillante del pesto, alla fragranza della focaccia appena sfornata o ai piatti di pesce azzurro consumati a due passi dal porto. Eppure, la Superba nasconde un’anima terragna, fiera e profondamente legata a una tradizione di terra e di caruggi.
La ricetta della trippa alla genovese raccoglie questa lunghissima eredità e la porta in tavola con un carattere del tutto particolare. La vera magia di questo piatto risiede nella sapiente orchestrazione delle diverse parti della trippa: la chiappa, il foiolo e la riccia. Ognuna porta con sé una consistenza diversa — chi più morbida e spugnosa, chi più tenace e callosa — creando un gioco masticatorio che è il vero punto di forza della portata.
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Lavare molto bene la trippa poi lessarla, senza aggiungere né sale né verdure. Quando sarà quasi pronta levarla dall’acqua e tagliarla a listerelle.
In una casseruola mettere l’olio, la cipolla tritata e la foglia di alloro.
Porre il recipiente sul fuoco e fare soffriggere; appena la cipolla sarà imbiondita unire la trippa, bagnarla con il vino bianco mescolare e quando il vino sarà evaporato aggiungere i pomidori pelati e tritati (oppure detta buona salsa di pomodoro).
Tritare uno spicchio di aglio, poche foglie di prezzemolo e le foglioline di rosmarino. Unire il trito alla trippa, salare, pepare e insaporire con un pizzico di spezie.
Incoperchiare il recipiente e cuocere a fiamma moderata, aggiungendo ogni tanto un poco di brodo, tenendo però presente che questa minestra va servita piuttosto asciutta.

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