La zuppa di legumi è uno di quei piatti che sanno di casa e di stagioni fredde. È una preparazione semplice solo in apparenza, perché dietro a un buon piatto di zuppa c’è equilibrio, pazienza e rispetto per gli ingredienti. I protagonisti sono i legumi secchi o freschi: ceci, fagioli, lenticchie, piselli, fave, spesso usati insieme per creare un mix ricco e completo dal punto di vista nutrizionale. Dopo l’ammollo, quando necessario, si passa alla cottura lenta, quasi meditativa, in un soffritto leggero di cipolla, sedano e carota, con l’aggiunta di erbe aromatiche come alloro o rosmarino. L’olio extravergine d’oliva è fondamentale, meglio se aggiunto anche a crudo per esaltarne il sapore. A seconda delle tradizioni familiari, la zuppa può essere più brodosa o più densa, ma per avere maggiore gusto è obbligatorio servirla semplicemente con crostini di pane tostato. È un piatto versatile, che si adatta ai gusti e alle stagioni, capace di essere allo stesso tempo umile e sorprendentemente appagante.
Indice dei contenuti
Mettete a bagno in acqua fredda i legumi per almeno una notte. L’indomani scolateli, riponeteli in una pentola assieme a una foglia d’alloro, copriteli d’acqua e lessateli per un’ora. Poi scolateli.
Tagliate a dadini le carote, la cipolla, le patate e il finocchio. Sbollentate i pomodorini e pelateli. Tritate finemente l’aglio.
Scaldate in una pentola 2 cucchiai d’olio, versate le verdure e rosolatele dolcemente per 10 minuti. Aggiungete quindi ancora 1 foglia d’alloro, i legumi e coprite con l’acqua. Ci vorranno circa 2,5 litri d’acqua (o di brodo vegetale caldo). Regolate di sale e pepe portate il tutto a ebollizione.
Fate sobbollire la zuppa a fuoco lento per almeno 1 ora – 1 ora e mezza fino a quando tutti i legumi non si saranno inteneriti.
Una volta pronta, servite la buzzega bella calda.
La storia della zuppa di legumi affonda le sue radici in tempi antichissimi, quando i legumi rappresentavano una delle principali fonti di nutrimento per le popolazioni contadine. Già nell’antica Roma, fagioli, ceci e lenticchie erano alla base dell’alimentazione quotidiana, cucinati spesso in forma di zuppe dense e sostanziose. Nel Medioevo, la zuppa di legumi divenne il simbolo del pasto povero ma completo, diffuso nei monasteri, nelle case rurali e sulle tavole dei pellegrini. Ogni territorio ha sviluppato la propria versione, legata ai prodotti locali e alla disponibilità stagionale: dalle zuppe di fagioli dell’Italia centrale alle preparazioni con lenticchie nelle zone collinari e montane. La zuppa di legumi racconta una cucina di sopravvivenza, fatta di ingredienti semplici e conservabili, ma anche di grande ingegno gastronomico. Con il tempo, questo piatto essenziale è stato riscoperto e valorizzato come esempio di cucina sana e sostenibile, capace di unire tradizione, memoria e gusto in un’unica, confortante ciotola.

La Videoricetta Top