Pane di noci

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Sono simboli della cucina della Valle d’Aosta, famosa per piatti tipici come la fonduta. I troillet si potrebbero definire come la risposta valdostana ai taralli, o più semplicemente come un pane di noci dolce che somiglia ad un biscotto a forma di mattonella.
Un esempio di riuso alimentare, di sostenibilità e profondo rispetto per le risorse naturali del territorio, sono eseguiti senza l’utilizzo di burro né farina, ma solo con noci, zucchero e albumi d’uovo. Costituiti da ingredienti così semplici, diventano la base ideale su cui spalmare burro, marmellata o miele.

Tegole valdostane: la ricetta originale dei biscotti di Boch che si fanno da zero in 20 minuti. Storia e curiosità
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Ingredienti

  • 250 gr di noci
  • 80 gr di farina di segale
  • 60 gr di miele
  • 1 albume d'uovo
  • 1 pizzico di sale
  • scorza di arancia qb

Tempi e dosi

Come preparare il pane di noci dolce

  1. Metti i gherigli in una padella antiaderente e falli tostare a fuoco medio per 3-4 minuti, scuotendo spesso. Quando senti un profumo intenso, toglile subito dal fuoco e lasciale intiepidire.

  2. Per mimare la consistenza del Troillet originale, dobbiamo tritare le noci in modo disomogeneo. Mettine due terzi in un mixer e frullale fino a ottenere quasi una pasta oleosa. Il restante terzo, invece, tritalo grossolanamente al coltello per dare “morso” al dolce.

  3. In una ciotola capiente, unisci le noci (sia la pasta che i pezzi), la farina di segale e il pizzico di sale.

  4. Aggiungi il miele e la scorza d’arancia.

  5. Inizia a mescolare con un cucchiaio di legno: l’impasto risulterà molto sodo e un po’ appiccicoso, proprio come il panello che usciva dalla vite del torchio.

  6. Monta leggermente l’albume con una forchetta (non serve a neve ferma, deve solo diventare schiumoso) e incorporalo all’impasto. Questo servirà a tenere insieme il dolce senza appesantirlo con burro o troppe uova.

  7. Rivesti una piccola teglia rettangolare con carta forno. Trasferisci il composto e pressalo bene con il dorso di un cucchiaio inumidito, cercando di livellarlo a un’altezza di circa 2-3 centimetri. Deve essere compatto e senza vuoti d’aria.

  8. Inforna a 160°C (forno statico) per circa 20-25 minuti. Il dolce non deve diventare scuro, ma solo asciugarsi e diventare sodo al tatto.

  9. Una volta sfornato, il passaggio fondamentale: lascialo raffreddare completamente nella teglia prima di tagliarlo a cubotti o rettangoli.

Nascita e storia dei biscotti troillet, il pane di noci dolce della Valle d’Aosta

Nel cuore della Valle d’Aosta, la pasticceria Dupont di Villeneuve è il luogo di nascita dei famosi biscotti troillet, che da oltre un secolo si impegna a mantenere viva la storia di questi biscotti tipici. Il paese di Villeneuve infatti, è ad oggi l’unico luogo che mantiene viva questa tradizione, utilizzando ancora adesso il frantoio per la produzione dell’olio di noci. Fino agli anni ‘70 e ‘80 la produzione dell’olio di noci era molto limitata, ma con un profondo processo di rivalutazione e innovazione di questo prodotto, la sua qualità ha oggi raggiunto risultati eccezionali, rendendolo la base per una moltitudine di piatti della cucina locale.
La storia di questo speciale pane di noci è una storia tipica della vasta tradizione culinaria italiana, che è riuscita nel tempo a fare di molti sottoprodotti di “scarto” e della propria “cucina povera”, un vanto a livello internazionale. Una valorizzazione delle proprie radici culturali che trovano massima espressione nella storia e nella cultura gastronomica che nel tempo riesce non solo a conservarsi, ma rinnovarsi e trovare nuova vita nel panorama gastronomico attuale.
Proprio le noci sono le protagoniste assolute di questa antica tradizione culinaria che conserva in sé il sapore autentico e inalterato di una storia centenaria. Infatti la scelta di questi ingredienti non è casuale, ma profondamente legata a pratiche antiche di amore per la terra, nella prospettiva di riutilizzo di tutti i prodotti di un territorio con risorse limitate ma preziose, come quello montano. In dialetto valdostano il termine “troillet” richiama il residuo della spremitura delle noci e proprio questo prodotto, originariamente destinato all’alimentazione delle galline, viene riconosciuto e celebrato oggi come una vera e propria prelibatezza.

Proprio come l’antico Troillet, questo dolce è ancora più buono dopo un giorno o due. Servilo con un bicchierino di vino dolce o, per un’esperienza valdostana autentica, accompagnalo con una fettina sottile di lardo e un filo di miele.

Marianna Di Pilla
Marianna Di Pilla

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