I panzerotti ripieni sono dei gustosi calzoni di pasta ripieni al prosciutto, mozzarella e pomodoro. Classicamente si propongono come antipasto o come aperitivo molto sostanzioso, ma sono una meraviglia quando vengono portati al lavoro o per un pic-nic. Una di quelle ricette modificabili per ogni occasione e che non delude veramente mai.
Preparare la pasta disponendo su una spianatoia la farina a fontana. Porre al centro i tuorli, l’olio d’oliva e il sale. Lavorare il composto aggiungendo all’occorrenza acqua tiepida fino a che non si ottiene un impasto morbido ma lavorabile.
Stendere l’impasto con il mattarello ad un’altezza di 4 millimetri, quindi con un coppapasta circolare, ricavarne dei dischi di circa 10 centimetri di diametro. Per il ripieno: in una ciotola, aggiungere prosciutto sminuzzato e la mozzarella tagliati a pezzettini, aggiungere poi il parmigiano e amalgamare il tutto.
Disporre un po’ di ripieno al centro di ogni disco di pasta e versarci qualche cucchiaio di passata di pomodoro. RIchiudere a mezzaluna premendo bene i bordi per farli aderire bene. Per evitare che i panzerotti si aprano durante la cottura, spennellare bene i bordi con dell’albume prima di chiuderli
Friggere i panzerotti in abbondante olio di arachide, facendo in modo da farli gonfiare leggermente appena immersi nell’olio. Far dorare da entrambi i lati, quindi con una schiumarola scolarli sopra la carta assorbente per asciugarli dall’olio in eccesso. Consumare ancora caldi.
I panzerotti ripieni piacciono davvero a tutti: fritti, ancora caldi, pronti da essere gustati. Sia come antipasto – con il rischio di una vera e propria abbuffata in grado di compromettere tutto il paolio dsto – sia magari come spuntino, nel pomeriggio o da aperitivo. Vale la pena spendere qualche minuto in cucina per questa meraviglia, da farcire con il prosciutto crudo o cotto, a seconda dei gusti. Con il crudo acquisteranno un tocco di sapore, e di sapidità, in più: dipende dunque dalle proprie preferenze. Ultimo consiglio, decisivo: friggere un panzerotto per volta, in modo da tenere la temperatura dell’olio costante. Un particolare che può fare la differenza.

Giornalista, classe 1995. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Corporate Communication & Media. PhD in Sports Science.
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