Il pollo alla Marengo è un piatto storico, di tradizione alessandrina e francese. Un secondo davvero gustoso che si prepara sfumando la carne con del vino, aggiungendo poi gli ingredienti fondamentali per la realizzazione di questa ricetta.
Pulire e tagliare il pollo a pezzi e passarlo nella farina. Farlo rosolare con olio e aglio.
Sbollentare i pomodori e togliere la pelle ed i semini, tagliarli a dadini. Quando il pollo è rosolato, bagnare con vino bianco ed unire i pomodori. Far cuocere con coperchio a fuoco moderato per 10 minuti.
Pulire ed affettare i funghi, unire al pollo e far cuocere altri 15 minuti. In un pentolino portare a bollore un bicchiere di vino bianco, sale, i gamberi di fiume, far cuocere per 5 minuti, scolare e tenere al caldo.
Far abbrustolire le fette di pane e friggere in un’altra padella le uova nell’olio, tenendole ben separate. Controllati i tempi, versare il succo di limone ed il prezzemolo tritato finemente nella casseruola del pollo, mescolare ed aggiustare di sale.
Sul piatto di portata disporre una fetta di pane su cui adageremo l’uovo fritto, accanto mettere il pollo con il suo fondo di cottura e guarnite il tutto con un gambero di fiume.
La storia dietro il pollo alla Marengo è davvero particolare ed ha radici lontanissime. Quella di Marengo fu una delle più importanti vittorie di Napoleone, tanto che l’Imperatore chiamò così perfino il suo cavallo e coniò con questo nome una moneta. La leggenda narra che una volta conclusa la battaglia Napoleone, che non mangiava mai durante le guerre, chiese al suo chef personale, Dunand, di preparargli la cena. Colto alla sprovvista ed a corto di provviste a causa della lunga durata della battaglia, Dunand recuperò pochi ingredienti che evidentemente riuscì a combinare tra loro in modo geniale: uova, pomodori, gamberi di fiume, una gallina starnazzante, qualche spicchio di aglio, dell’olio e qualche pezzo del suo pane. Napoleone l’apprezzò a tal punto che questo divenne il suo piatto fisso dopo ogni vittoria.

Giornalista pubblicista, laureato in Comunicazione. Un piatto di pasta è sempre una buona idea.
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