Saporiti e per nulla difficili da preparare, Nonna oggi vi svela la ricetta dei suoi ravioli al radicchio con l’aggiunta di speck: si possono preparare per il pranzo della domenica, ma sono perfetti anche da consumare per una cena in mezzo alla settimana. Addirittura, potete realizzarli prima e congelarli già porzionati, così da impiegarli solo quando vi servono: basterà tuffarli in acqua calda, con un goccino d’olio per evitare che si attacchino, e avrete un pasto pronto in men che non si dica.
Mettete a rosolare un trito di scalogno in una padella con un po’ di olio. Aggiungete lo speck tagliato a listarelle sottili e, dopo un paio di minuti, il radicchio tagliato allo stesso modo. Cuocete sin quando i liquidi non saranno tutti evaporati.
In una terrina aggiungete allo speck e al radicchio la ricotta, il formaggio di fossa, i due tuorli e il pepe. Amalgamate per bene il tutto per formare il ripieno dei ravioli al radicchio.
Preparate la pasta seguendo la nostra ricetta. Spianatela e formate i ravioli, aiutandovi con un taglia ravioli oppure con bicchiere, in modo da ottenere sempre la stessa forma.
Riempite i ravioli con l’impasto, quindi chiudeteli spennellando i bordi con un po’ d’acqua, in modo tale che si aderiscano bene e non si aprano in cottura. Riponeteli in un vassoio coperto con semola di grano duro, che servirà a non farli attaccare gli uni agli altri.
Preparate il condimento facendo sciogliere in un pentolino a fuoco il burro (circa 25 g a persona) e aggiungendo, una volta caldo, le foglie di salvia e una grattugiata di pepe fresco.
Cuocete i ravioli in abbondante acqua salata. Una volta che verranno a galla (serviranno circa 3 minuti), scolateli e fateli saltare velocemente nella padella con burro e salvia.
Impiattate i ravioli radicchio e speck, completando con un’altra spolverata di pepe e, a piacimento, con delle striscioline di speck croccante che avrete fatto rapprendere 1-2 minuti in una padella antiaderente.
Giornalista, ma soprattutto appassionato di tutto ciò che ruota intorno al mondo del buon mangiare: da degustatore, da aspirante cuoco, da cultore degli ingredienti.
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