Ravioli scapolesi

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Colline silenziose, valli incantate, tradizioni secolari e paesaggi da cartolina: è in questa magica cornice offerta dal Molise incontaminato che si trova Scapoli, piccolo borgo in provincia di Isernia che offre una fuga dalla frenesia della vita moderna e non solo. Visitare Scapoli offre anche l’opportunità di assaggiare la cucina molisana, nota per i suoi sapori autentici e i suoi piatti tradizionali che annoverano ad esempio la panonta di Miranda. Tra i must da provare il Raviolone Scapolese sale indubbiamente sul podio.
Il raviolone scapolese si distingue dagli altri ravioli tipici della cucina italiana per il suo formato decisamente più grande della media. Questo è il motivo per cui se ne servono pochi: un piatto di 4 ravioli scapolesi risulta una dose sufficiente per una persona. Si tratta, del resto, di un piatto molto sostanzioso anche per il suo generoso ripieno, che può variare ma che generalmente include ingredienti come ricotta, formaggi locali, erbe aromatiche e carne. Per il ripieno si può utilizzare anche carne macinata cotta, pezzetti di salsiccia, patate lesse, uova battute, cacio-ricotta, formaggio grattugiato, sale e pepe.
La pasta è fatta in casa, abbastanza robusta da contenere il ripieno, e il raviolone è tradizionalmente servito con un ragù ricco, talvolta a base di carne di capra che ne esalta i sapori rustici.

Baccalà arracanato
Baccalà arracanato

Ingredienti

Per la sfoglia

  • 100 gr di farina 00
  • 1 uovo
  • sale qb

Per il ripieno

  • 50 gr di bietole
  • 50 gr di ricotta
  • 20 gr di salsiccia
  • 1 cucchiaio di pecorino grattugiato
  • noce moscata qb

Per il ragù

  • 150 ml di passata di pomodoro
  • salsiccia qb
  • cipolla qb
  • olio extravergine d'oliva qb
  • sale qb
  • pepe qb

Tempi e dosi

Come preparare i ravioli scapolesi

  1. In un pentolino, fai soffriggere la cipolla tritata finemente con un filo d’olio.

  2. Aggiungi il pezzetto di carne (maiale o salsiccia) e lascialo rosolare finché non cambia colore.

  3. Versa la passata di pomodoro, aggiusta di sale e lascia cuocere a fuoco bassissimo per almeno 30-40 minuti. Deve diventare denso e profumato.

  4. Per quanto riguarda la preparazione del raviolo, intanto sulla spianatoia crea la classica fontana con la farina. Rompi l’uovo al centro, aggiungi un pizzico di sale e inizia a incorporare con la forchetta. Lavora l’impasto con energia per 10 minuti finché non è liscio come seta.

  5. Stendi la pasta in una sfoglia sottile ma non trasparente (deve reggere il peso!). Ricava 8 dischi o quadrati (circa 10-12 cm di diametro).

  6. Posiziona una pallina generosa di ripieno su 4 basi. Copri con i restanti 4 dischi. Sigilla bene i bordi premendo con i polpastrelli e poi con i rebbi di una forchetta per non fare uscire il ripieno in fase di cottura.

  7. Si comincia con il ripieno. Lessa le bietole, strizzale finché non perdono ogni goccia d’acqua e tritale finemente al coltello.

  8. In una ciotolina, mescola la ricotta con le bietole, il pecorino e la noce moscata.

  9. Sgrana la salsiccia fresca e saltala un minuto in padella (senza grassi aggiunti) prima di unirla al composto. Mescola tutto finché non avrai una farcia omogenea.

  10. Cuoci i ravioli in abbondante acqua salata. Essendo grandi e con la pasta fresca, impiegheranno circa 4-5 minuti.

  11. Scolali delicatamente con una schiumarola e adagiali direttamente nel piatto. Condiscili con il ragù ben caldo e una pioggia di pecorino grattugiato.

Storia dei ravioli scapolesi

Il raviolone scapolese è il piatto simbolo di questa piccola località, ed è un prodotto che racconta una storia culinaria che risale all’Ottocento. In un’epoca di scarsità economica e abbondanza naturale, i suoi abitanti si ingegnarono e riuscirono a trasformare pochi e semplici ingredienti che avevano a disposizione in una prelibatezza culinaria che conquista ancora oggi. Pare che la ricetta sia nata dalla necessità di utilizzare tutto ciò che la macellazione del maiale poteva offrire, una pratica comune nelle comunità rurali italiane dove nulla doveva andare sprecato.
Nel corso degli anni, il raviolone scapolese rischiava di diventare un ricordo del passato. Rischio per fortuna scampato grazie all’intervento di figure chiave della comunità, in particolare di un sindaco in carica negli anni ’90 che ha riportato il piatto tradizionale del suo paese alla ribalta.
Il raviolone scapolese è ora tutelato come prodotto di Denominazione Comunale (De.Co) e incluso nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani (PAT). Questi riconoscimenti non solo valorizzano il piatto ma anche tutta la comunità di Scapoli, celebrandone storia, tradizioni e cultura.

Marianna Di Pilla
Marianna Di Pilla

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