Due ingredienti tipici del vercellese, il riso e la carne di rana, hanno dato origine a questo piatto tradizionale: una pietanza povera ma dal gusto molto raffinato. Nasce così il risotto con le rane.
Dopo avere preparato il brodo, in un recipiente versare acqua e latte e immergervi le rane lasciandole in ammollo per alcune ore. Trascorso questo periodo di tempo e dopo averle asciugate, tagliare le cosce.
In una padella versare olio evo e il trito di prezzemolo, carota, aglio e farvi soffriggere le cosce.
In una pentola con acqua lessare il resto delle rane. Dopo che la carne sarà ben cotta, setacciarla per ricavarne una polpa.
In un’altra pentola mettere una parte di burro e i cipollotti dopo averli tagliati, far soffriggere e farvi tostare il riso e, poi, continuarne la cottura aggiungendo, man mano, il brodo.
Quando il riso sarà cotto, aggiungere la polpa di carne di rana, il formaggio grattugiato e il burro che è avanzato, quindi amalgamare bene il tutto. Servire, infine, nei piatti aggiungendo le cosce di rana precedentemente preparate.
Le origini di una ricetta particolare come il risotto alle rane ci portano nel Nord dell’Italia. Più precisamente, si tratta di quelle località del Piemonte ricche di risaie e cioè il vercellese. In questo ambiente, infatti, vive una varietà di rana, ossia la rana mangereccia, la cui carne viene utilizzata da sempre come ingrediente gastronomico. In Piemonte la rana ha il riconoscimento di Prodotto Agroalimentare Tradizionale. Nel vercellese, dove si trovano famose e ampie zone di coltura del riso, ha trovato il suo ambiente naturale ed è stata, quindi, sempre molto diffusa e utilizzata in cucina. Una carne molto tenera e digeribile che, dal punto di vista nutrizionale, è molto proteica e ricca di ferro.

Giornalista pubblicista, laureato in Comunicazione. Un piatto di pasta è sempre una buona idea.
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