I sospiri sardi sono dei dolcetti buonissimi ma sconosciuti anche in terra nostrana, chiamati anche Gueffus. In cucina sono definiti anche come il dolce degli innamorati: si preparano in pochissimo tempo e il risultato è davvero gustoso.
Mettere le mandorle in acqua bollente per un minuto e mezzo, lasciarle raffreddare e spellarle. Poi sminuzzarle. Mescolare la farina di mandorle con metà dello zucchero e le mandorle.
Unire lo zucchero rimanente a 30 grammi di acqua e alla scorza di mezzo limone. Portare il tutto a bollore e aggiungere la farina di mandorle. Girare velocemente e poi più lentamente a fuoco molto basso per qualche minuto finché non diventa omogeneo.
Realizzare delle palline grandi come una noce con l’impasto, poi schiacciarle leggermente. Metterle in una teglia con la carta forno: cuocere per 15 minuti a 120 °C.
Preparare la glassa mettendo lo zucchero a velo in ciotola e l’acqua fino ad ottenere un composto bello liscio, ma denso. Scaldare la glassa a fuoco basso per 2 minuti per poi inserire le palline di impasto all’interno.
Servirli con della colorata carta velina.
I sospiri sardi sono definiti anche come il dolce degli innamorati. Molto conosciuto a Ozieri, un comune in provincia di Sassari dove i Gueffus – questo l’altro nome di questo dessert – si scartano come caramelle perché l’amore fa sospirare. Un dolce davvero poco conosciuto fuori da lì ma molto orgoglioso, come tutti i sardi. Un PAT, un Prodotto Agroalimentare Tradizionale tutto sardo. Oltre ai vari modi di riferirsi a questo dolce, come è tipico di zone relativamente piccole, i sospiri cambiano: in alcune zone li si preparano con marmellata di albicocche, per aggiungere complessità. Ma come i migliori prodotti della cucina sarda dessert come questi si preparano per ricorrenze importanti, da trascorrere in famiglia.

Giornalista pubblicista, laureato in Comunicazione. Un piatto di pasta è sempre una buona idea.
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