Torta di pane al cioccolato

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Un tempo, quando non si buttava via niente e la cucina era riciclona non per moda, ma per necessità, anche i dolci erano preparati utilizzando ingredienti di recupero, e il risultato che si otteneva era davvero ricco di gusto. Come nel caso della torta di pane al cioccolato, preparata ammollando il pane raffermo nel latte e dando così vita a una torta, dolce ma senza essere stucchevole, dal sapore antico e genuino proprio come tutte le ricette della Nonna. Prepararla anche oggi è facile ed è un messaggio contro lo spreco alimentare: ecco come farla.

 

Le frattaglie o quinto quarto
Le frattaglie o quinto quarto

Ingredienti

  • 1.5 l di acqua
  • 500 ml di latte
  • 500 gr di pane
  • 200 gr di zucchero
  • 150 gr di cacao dolce
  • 100 gr di burro
  • 100 gr di uvetta
  • 30 gr di pinoli
  • 1 uovo
  • scorza di limone di 1 limone grattugiato qb

Tempi e dosi

  • Tempo Preparazione: 30 Minuti
  • Tempo Cottura: 45 Minuti
  • Dosi: 8 persone
  • Difficoltà: Facile
  • Cucina: Italiana
  • Categoria: Torte

Come si fa la torta di pane al cioccolato

  1. Per preparare la Torta di Pane al cioccolato, cominciate a preriscaldare il forno, poi tagliate il pane a pezzettini e lasciatelo ammorbidire nel latte tiepido per 15 minuti. Nel frattempo fate rinvenire l’uvetta in acqua tiepida.

  2. Aggiungete tutti gli ingredienti e mescolate bene fino ad amalgamare il composto.

  3. Fate cuocere a 160° nel forno già caldo per 45 minuti. Sfornate la torta di pane al cioccolato e lasciatela raffreddare in teglia prima di sformarla.

Macafame, la torta di pane di Vicenza

Nonostante si prepari praticamente in tutta Italia (e non solo), c’è una torta di pane che è davvero particolare e golosa: si tratta della cosiddetta macafame di Vicenza. A differenza della torta di pane al cioccolato, qui questo ingrediente è sostituito dalle mele, mentre il resto dei pochi ingredienti di una volta è costituito da latte, uova e miele: poche cose, di quelle che si avevano in casa o si potevano reperire nei campi oppure barattandole tra contadini e produttori. Il nome, poi, è sintomatico di queste necessità di un tempo: ammaccare (macar) la fame, spezzarla e corroborare lo spirito fiaccato da levatacce mattutine e ore di lavoro manuale. Una ricetta gustosa sì, ma che fa anche bene.

Stefano Maria Meconi
Stefano Maria Meconi

Giornalista, ma soprattutto appassionato di tutto ciò che ruota intorno al mondo del buon mangiare: da degustatore, da aspirante cuoco, da cultore degli ingredienti.

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