Una ricetta che unisce morbidezza e gusto, la torta margherita si può mangiare così com’è ed è allo stesso tempo ideale per essere farcita, decorata e utilizzata come base per altri dolci. Una torta tradizionale e tipica, una di quelle Ricette della nonna che si preparano ancora oggi come una volta, magari con qualche accorgimento per rispettare le diverse abitudini alimentari, oltre a eventuali intolleranze e allergie.
Nota per la sua semplicità e delicatezza, questa torta leggera e soffice è conosciuta per la sua superficie dorata e la consistenza morbida e spugnosa, risultato di un equilibrato mix dei suoi ingredienti. E forse è proprio il colore ad averle dato questo nome, perché se la torta esce dal forno gialla, il colore bianco è dato dallo zucchero a velo con cui viene spolverata la superficie.
La sua consistenza ariosa e il sapore delicato la rendono una scelta perfetta per la colazione o il tè pomeridiano, e la semplicità degli ingredienti la rende accessibile anche a chi è alle prime armi con i dolci fatti in casa.
In questa ricetta della torta margherita vediamo soprattutto quella che è la principale differenza rispetto al simile pan di Spagna, dal quale differisce per la presenza nell’impasto di burro, lievito e latte. Infatti, se nel pan di Spagna non sono previsti grassi aggiunti (e soprattutto, si prepara senza l’uso di lattosio), nella torta margherita sono essenziali per ottenere un risultato più goloso e un impasto più ricco.
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Separate i tuorli dagli albumi e tenete questi ultimi da parte.
Montate i tuorli con lo zucchero. E’ molto importante lavorare le uova con una frusta (a mano o elettrica) per diversi minuti perchè più il composto incamera aria, maggiore sarà la morbidezza della torta. Utilizzate uova a temperatura ambiente.
Dopo che la montata di uova avrà assunto un aspetto chiaro e spumoso, aggiungete il burro a temperatura ambiente ammorbidito a pezzetti e amalgamatelo per bene.
Terminata questa operazione, setacciate la farina, la fecola e il lievito e aggiungeteli poco alla volta al composto.
Per aiutarvi nell’impasto, aggiungete anche il latte. Qualora il composto dovesse risultare ancora secco aggiungete, poco alla volta, altro latte.
Grattugiate la buccia di mezzo limone e aggiungetela all’impasto.
Montate gli albumi tenuti da parte in precedenza a neve ferma.
Prendete gli albumi montati e uniteli al composto. Eseguite questa operazione con delicatezza, aggiungendoli poco alla volta e mescolando con una paletta di silicone dal basso verso l’alto per non far smontare l’impasto.
Imburrate e infarinate una teglia da forno da 22 cm di diametro e versateci dentro il composto.
Livellate, non sbattendo, e cuocete in forno statico a 150 °C per circa 70 minuti. In realtà la torta potrebbe essere cotta anche 180 °C per 50 minuti, ma è preferibile scegliere una temperatura più bassa per favorire una lievitazione migliore.
Prima di sfornarla, effettuate la prova dello stuzzicadenti, infilandolo nel centro della torta dovrà uscire asciutto e pulito.
Una volta cotta spolverate la torta margherita con zucchero a velo a piacere.
La torta margherita prevede l’uso di ingredienti che contengono glutine e lattosio, ma non per questo bisogna scoraggiarsi. Con qualche accorgimento, infatti, è possibile ricrearla in modalità senza glutine e senza lattosio, utilizzando gli ingredienti adatti se avete bisogno di una sola o entrambi le varianti.
Nel caso delle farine, il consiglio è quello di impiegare un misto di farina senza glutine (farina di riso) e fecola di patate o amido di mais. Per quanto riguarda il lattosio, basta scegliere burro o latte delattosati, oppure la margarina e delle bevande vegetali, preferibilmente avena o riso per mantenere il sapore finale neutro.
Questa torta è deliziosa sia da sola sia accompagnata da frutta fresca, marmellata o crema pasticcera. Può anche essere utilizzata come base per torte farcite o per creare dolci più complessi. Si può conservare la torta margherita sotto un contenitore per torte per circa una settimana, o congelarla (da consumare entro un mese circa).

Giornalista, ma soprattutto appassionato di tutto ciò che ruota intorno al mondo del buon mangiare: da degustatore, da aspirante cuoco, da cultore degli ingredienti.
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