Si chiamano anche nodi d’amore, perché la loro è una forma ispirata a leggende e storie che fanno del romanticismo il tratto principale, ma i Tortellini di Valeggio sul Mincio sono anche (e soprattutto) un primo piatto che porta con sé tutto il buono e il bello della tradizione gastronomica del Veneto. Un formato di pasta ripiena tipico di questo borgo attraversato dal fiume e circondato dai giardini, dove tutto è idilliaco e dunque, anche sulla tavola, non poteva mancare la rappresentazione di un territorio da scoprire. Nonna ti racconta la preparazione, la storia e qualche curiosità su questo prodotto tipico del veronese.
Per il ripieno dei tortellini di Valeggio, in una pentola far sciogliere il burro e aggiungere cipolla, sedano e carota tagliati a dadini piccoli, facendo rosolare per qualche minuto.
Aggiungere le carni e far rosolare, poi sfumare con il vino bianco e cuocere per 15-20 minuti. Una volta lasciate raffreddare, aggiungere alle carni l’uovo e la noce moscata.
Preparare la sfoglia impastando le uova e la farina su un piano di lavoro, oppure aiutandosi con una planetaria, fino a ottenere un impasto compatto. Dividere il panetto in più parti di eguale peso e stenderlo a 2-3mm.
Dividere l’impasto in quadrati di circa 1 centimetro, riempirlo con il mix di carni e verdure e chiudere ciascun quadrato dapprima a metà, poi pizzicando i lati opposti.
Cuocere i tortelli in un brodo di carne per pochissimi minuti, scolarli e servirli nei piatti da portata con burro fuso e salvia.
Un piatto di pasta così non poteva che avere un riconoscimento, che va oltre la bontà portata sulla tavola. Ecco perché i tortellini di Valeggio sono ormai da tempo riconosciuti come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) del Veneto. Una pasta dal nome così evocativo, soprattutto per la sua inconfondibile forma, che le si deve alla chiusura a mo’ di fazzoletto annodato, e non per caso. È un omaggio ai protagonisti della leggenda di cui questi tortellini speciali sono protagonisti.
Le ricette della tradizione spesso portano con sé una storia, come nel caso delle storie di contrabbandieri sul vitello tonnato. Valeggio sul Mincio non fa in questo senso eccezione. C’è infatti di mezzo una romantica leggenda che risale alla fine del Trecento.
Malco, un valoroso capitano delle truppe viscontee, si innamorò di una bellissima ninfa di nome Silvia. Il loro idillio fu immediato, ma i soldati ricevettero l’ordine di catturarli, costringendo i due amanti a fuggire e a nascondersi nel profondo del fiume. Malco rinunciò alla sua vita terrena per restare con la sua amata. Sulla riva fu trovato un fazzoletto di seta dorata, annodato dai due innamorati, simbolo del loro amore eterno. Questa storia ha ispirato le ragazze del posto che, impastando gli ingredienti base della ricetta, crearono quello che oggi conosciamo come il famoso Tortellino di Valeggio.
Giornalista, ma soprattutto appassionato di tutto ciò che ruota intorno al mondo del buon mangiare: da degustatore, da aspirante cuoco, da cultore degli ingredienti.
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