Pastiera napoletana salata

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Nel periodo di Pasqua, sulle tavole di Napoli e dintorni non può mai mancare questo dolce così ricco e opulento, fatto con grano cotto nel latte, ricotta e canditi. E se vi dicessimo che Nonna, reinterpretando la tradizione, ha dato vita a una pastiera napoletana salata? Si tratta di una torta rustica, facile da fare e ideale da servire come secondo piatto o come antipasto, che si fa con farro, latte e timo. Pochi e semplici ingredienti racchiusi in uno scrigno di pasta sfoglia, per una ricetta sorprendente e davvero facile da fare. Come? Continuate a leggere per saperlo!

Ingredienti

  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 80 gr di farro lessato
  • 500 gr di latte intero
  • 80 gr di parmigiano reggiano
  • 40 gr di farina
  • 3 uova
  • timo qb
  • olio extravergine d'oliva qb
  • sale qb
  • pepe qb

Tempi e dosi

  • Tempo Preparazione: 15 Minuti
  • Tempo Cottura: 30 Minuti
  • Dosi: 8 persone
  • Difficoltà: Facilissima

Procedimento

  1. Preriscaldate il forno a 180 gradi. In una capiente insalatiera stemperate la farina con 100 grammi di latte con l’aiuto di una frusta.

  2. Unite le uova una per volta, continuando a mescolare, quindi aggiungete il formaggio.

  3. Completate unendo il resto del latte, poco timo essiccato, sale e pepe.

  4. Rivestite con la pasta sfoglia una tortiera da 24/26 centimetri di diametro, senza toglierla dalla sua carta forno.

  5. Bucherellate la pasta con la forchetta e distribuite sul fondo il farro. Coprite con la preparazione di latte uova e formaggio.

  6. Spolverizzate con timo essiccato, una macinata di pepe e un filo d’olio.

  7. Infornate per circa 30 minuti a 180°, finché la superficie non risulterà ben dorata.

  8. Servite la quiche e a temperatura ambiente.

L’origine della pastiera napoletana

Eliminato: Se del panettone o del pandoro abbiamo notizie abbastanza attendibili, per quanto riguarda i dolci della tradizione la pastiera napoletana ha una storia un po’ più antica e tortuosa. Forse preparata in una versione simile addirittura ai tempi della dominazione greca, come dolce simbolo di fertilità, è però nel corso del Cinquecento che una suora del convento di San Gregorio Armeno realizzò per la prima volta questo dolce con ricotta, grano, fiori d’arancio e altri profumi che provenivano dai commerci di Napoli con l’Oriente. Un dolce così amato a Napoli che, vuole la leggenda, fece sorridere persino Maria Teresa d’Austria, moglie di Ferdinando II di Borbone, nota per il suo carattere non esattamente solare.

Quiche di latte, farro e timo

Stefano Maria Meconi
Stefano Maria Meconi

Giornalista, ma soprattutto appassionato di tutto ciò che ruota intorno al mondo del buon mangiare: da degustatore, da aspirante cuoco, da cultore degli ingredienti.

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