I churros o semplicemente churro sono delle frittelle di forma allungata tipiche della Spagna e del Portogallo, ma che nel corso del tempo si sono diffuse un po’ in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti d’America, Francia e Filippine.
Questi “serpentelli” fritti, che venivano inizialmente consumati come dolci di Carnevale, non sarebbero però originari della penisola iberica, bensì della Cina. La tradizione fu importata dai portoghesi, che imitarono l’impasto degli Youtiao (anche detto Churros cinesi) alleggerendolo ulteriormente.
L’impasto base dei churros è molto simile alla preparazione della pasta choux per i bignè ma, a differenza di questi, hanno la forma allungata e vengono fritti.
Nonna vi ricorda di servirli con una tazza di salsa al cioccolato dove intingerli e renderli ancora più gustosi.
Se volete consumare dei churros eccezionali il consiglio è quello di andare a Salamanca, splendida città universitaria della Spagna, e comprare i churros della pasticceria Valor per poi consumarli seduti sulle gradinate della Cattedrale.
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Per iniziare la preparazione dei churros, versate in un pentolino l’acqua assieme al burro, allo zucchero di canna e al pizzico di sale. Mettete il tutto sul fuoco, fate sciogliere il burro e portate il tutto a leggero bollore.
Setacciate la farina assieme al lievito e aggiungetela in una sola volta nel pentolino. Non spegnete il fuoco e mescolate inizialmente con una frusta per non far formare grumi nell’impasto dei churros, quindi, non appena l’impasto comincerà a staccarsi dalle pareti del pentolino, con una spatola. Dovrete appunto ottenere una palla d’impasto che si staccherà da sola dalle pareti del pentolino. Mescolate il tutto rivoltandolo spesso come se fosse una polenta per almeno 2 minuti.
Spegnete il fuoco e mescolate il composto in modo che si intiepidisca un po’. Unite a questo punto l’uovo e fatelo assorbire per bene. Trasferite l’impasto appena ottenuto in una sacca da pasticciere munita di una punta a stella grande, per dare ai churros la tradizionale forma dentellata che è presente in tutte le varianti regionali di questo dolce. Se non avete a disposizione la punta a stella, potrete in ogni caso farli a forma cilindrica senza scanalature.
Scaldate l’olio per friggere. Quando avrà raggiunto la giusta temperatura, fate scendere dalla tasca da pasticcere dei bastoncini d’impasto direttamente nell’olio bollente tagliando la parte finale con un la punta di un coltellino. Raccoglieteli con un mestolo forato quando saranno belli dorati e fateli sgocciolare su un foglio di carta assorbente da cucina. A parte mescolate in una ciotola larga lo zucchero semolato assieme alla cannella. Passate i churros ancora caldi nello zucchero e cannella per farli coprire bene. Trasferiteli poi su una gratella a intiepidire. Continuate fino a esaurimento del composto.
Per preparare la salsa al cioccolato, stemperate la maizena assieme a un cucchiaio di latte. Versate il tutto in un pentolino assieme al cioccolato fondente spezzettato, allo zucchero e al latte rimanente. Portate a bollore mescolando continuamente fino al raggiungimento della densità desiderata.
Trasferite ora la salsa al cioccolato nelle tazze e servitela con i churros spolverati di zucchero alla cannella.
I churros sono uno di quei dolci che portano con sé un bagaglio di storia e influenze culturali molto più complesso di quanto si possa immaginare guardando la semplice striscia di pasta fritta e zuccherata. La versione moderna dei churros è tradizionalmente associata alla penisola iberica — in particolare alla Spagna — dove si diffusero in modo capillare come cibo da strada consumato soprattutto a colazione o merenda, spesso accompagnato da una densa cioccolata calda nella capitale Madrid e in altre città spagnole sin dal XIX secolo. Il nome “churro” potrebbe derivare dalla somiglianza della forma allungata con le corna delle pecore Churra, una razza ovina tipica della Spagna, secondo una delle teorie più popolari sull’etimologia del termine. Tuttavia, le sue radici culinarie si perdono molto più indietro nel tempo e nello spazio: esistono legami e somiglianze con antiche frittelle di pasta consumate nel bacino mediterraneo e oltre, e persino con lo youtiao cinese, un pezzo di pasta fritta consumato da secoli in Cina, il cui concetto potrebbe essere giunto in Europa tramite i commerci dei portoghesi nel XVI secolo. Questa molteplicità di influenze riflette come i churros non siano il frutto di un singolo momento storico, ma il risultato di scambi culturali e adattamenti regionali. Un’altra teoria vede i pastori spagnoli delle zone montane come i primi ad adottare e adattare la ricetta, preparando un impasto semplice da cuocere sul fuoco senza bisogno di forni o lievitazioni complesse, una soluzione pratica per chi trascorreva molte ore all’aperto. Qualunque sia la versione più vicina alla verità storica, è certo che i churros si sono diffusi ampiamente oltre i confini spagnoli grazie alla colonizzazione e agli scambi commerciali, diventando un simbolo della pasticceria fritta in molte culture latino-americane.

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