Vera e propria eccellenza della cucina rivierasca, il pesto di fave è una preparazione tipica della Liguria, dove viene anche chiamato marò o pestùn de fave.
La tradizione del pesto di fave risale addirittura alle frequenti incursioni marittime dei Saraceni, che avrebbero anche dato il nome alla ricetta. Marò, infatti, sembra derivare dalla parola mar-a, che in arabo significa molto semplicemente “condimento”.
Similmente al pesto di basilico, non è particolarmente difficile sapere come fare il pesto di fave: tutto sta nell’avere una buona manualità e gli ingredienti giusti.
Sgranare le fave e rimuovere la cuticola esterna.
Inserire le fave sgranate nel frullatore, aggiungere menta, pecorino, sale (in quantità ridottissime) e pepe e iniziare a frullare, versando l’olio a filo fino a ottenere una consistenza cremosa. A piacere, è possibile aggiungere uno spicchio d’aglio.
Una volta che il pesto si sarà ben amalgamato, trasferirlo in una ciotola capiente per condire la pasta. Se si vuole utilizzarlo più tardi, coprirlo con della pellicola a contatto (in modo da evitare l’ossidazione) e riporlo in frigorifero, dove si conserverà per massimo 2-3 giorni.
In alternativa, è possibile congelarlo in contenitori dotati di coperchio.
Se la ricetta del pesto di fave appena proposta è ideale anche per il pubblico vegan, in quanto non contiene ingredienti di origine animale, quella più ricca e corposa prevede anche l’impiego di pecorino, oltre che degli immancabili pinoli.
Come per la prima preparazione, anche nel pesto di fave con pecorino e pinoli si procede a sgranare le fave fresche (meglio sarebbe utilizzare le qualità precoci e semi-precoci come le Sciabola verde e le Reina, che mantengono un sapore più delicato) e frullarle insieme ad aglio, olio, pecorino e menta.
Se preferite un pesto più morbido, potete aggiungere i pinoli a fine lavorazione, mentre se amate le consistenze granulose frullateli pure insieme alle fave e al resto degli ingredienti, in modo da trovarne sempre ad ogni boccone!
Il pesto di fave, nella cucina ligure, è l’accompagnamento ideale della pasta. Vanno bene sia i tagli corti (come le trofie, le mezze maniche o le pennette) che quelli lunghi (spaghetti, linguine e bavette).
Un altro modo per gustare il pesto di fave è con delle fette di pane appena tostato e un filo di olio locale, oppure in accompagnamento a della carne di bollito o al pesce azzurro, come ad esempio il merluzzo o il pangasio.
La Videoricetta Top