Fave: proprietà, benefici e controindicazioni

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Le fave appartengono alla grande famiglia delle Leguminose (o Fabacee), piante dicotiledoni dal grande utilizzo in cucina delle quali fanno parte anche la cicerchia, i fagioli, i piselli e addirittura la liquirizia.

Associate alla Grecia di Pitagora, sono una verdura tipicamente primaverile, che gode di un ciclo di coltivazione piuttosto particolare e che, grazie alla concomitanza della vendita nella bella stagione, è spesso utilizzato come goloso spuntino da villeggianti e turisti che approfittano dei primi caldi per le gite fuori porta.

Proprietà nutrizionali

Cento grammi di fave contengono una media di 80-90 calorie: la distinzione tra fave fresche e secche in questo caso è doverosa, poiché le prime hanno un apporto calorico più basso (circa kcal/100g), mentre quelle secche apportano all’organismo quasi 100 kcal per ogni etto di materia edibile.

La fava è ricchissima di proteine, e per questo è consigliata – parimenti ai fagioli – nelle diete vegetariane e vegane. Per 100 grammi di fave si contano appena lo 0,4% di grassi, mentre fibre, proteine e carboidrati contano per il 5% ciascuno sul peso.

Proprio l’ampio apporto di fibre, unitamente a quello di ferro, sodio, potassio, calcio e fosforo, nonché alle vitamine A, B e C e a diversi acidi e amminoacidi essenziali rende il consumo di queste verdure straordinariamente adatto alla salute, ovviamente nei soggetti non allergici o intolleranti.

Benefici

Grazie ai tanti nutrienti che contengono, le fave sono dei veri alleati dello stare bene. La ricchezza di ferro e vitamina B1, ad esempio, aiuta a mantenere l’organismo sano, favorendo lo sviluppo dei globuli rossi e il corretto funzionamento del sistema nervoso.

Aiutano inoltre a perdere peso e contrastano l’insorgenza del colesterolo LDL, o “colesterolo cattivo”, che viene contrastato dall’alto apporto di fibre, responsabili anche del senso di sazietà e dunque utili in caso di diete ipocaloriche e dimagranti.

Fanno bene inoltre alla pelle, grazie alla vitamina A, e al cervello, poiché apportano buon livelli di L-dopa, un componente chimico responsabile del corretto rilascio di dopamina ed epinefrina, che ci fa sentire subito energici e felici.

4 motivi per mangiare le fave

Controindicazioni

Nonostante siano particolarmente benefiche per la salute, in alcuni soggetti con predisposizioni specifiche le fave possono risultare potenzialmente pericolose, ed è dunque importante prestare attenzione a questi fattori.

Il consumo di fave può generare reazioni allergiche gravi o problemi di salute seri nei soggetti che utilizzano farmaci analgesici o che sono in cura con trattamenti chemioterapici.

Sconsigliato anche l’uso in caso di assunzione di farmaci antidepressivi che fungono da inibitori delle monoamino ossidasi (IMAO), che reagiscono peraltro con molti alimenti e farmaci.

Coloro che soffrono di favismo, ovvero un malfunzionamento congenito dell’enzima G6DP (ovvero la carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi), devono stare assolutamente alla lontana dalle fave, il cui semplice contatto può scatenare una reazione a livello emoglobinico con esiti potenzialmente gravi.

Infine, nei soggetti affetti da patologie a carico dell’apparato gastrointestinale (soprattutto la sindrome del colon irritabile), è consigliabile consumare le fave decorticate, evitando così la componente che più è responsabile di meteorismo, flatulenza e insorgenza di fenomeni diarroici.

Come scegliere e acquistare le fave

Le fave possono essere acquistate sia fresche (nei mesi primaverili) che secche (pressoché tutto l’anno). Nel caso delle fave fresche, è importante prestare attenzione al colore e alla consistenza del baccello, che deve risultare di un bel verde acceso, privo di macchie, spaccature o segni che ne determinino una qualità scadente.

All’interno il baccello si presenta ricoperto da una lievissima peluria, è lievemente umido e i semi, circa 5-6 per ciascun baccello, hanno la buccia di colore intenso e lievemente croccante.

Le fave fresche vanno acquistate prevalentemente a fine marzo e per tutto aprile, mentre sul calare della primavera tendono a divenire meno gustose e dalla buccia più grande, dunque meno digeribile.

lo sapevi che - fave

Stagionalità delle fave

La coltivazione della fava avviene nel periodo tardo estivo e nei primi accenni di autunno, poiché la pianta soffre molto il caldo. Ecco perché la stagionalità delle fave segue il ciclo invernale-primaverile, con le piante che arrivano a pieno sviluppo intorno al mese di marzo.

Una volta raccolti, i baccelli freschi vengono portati sui banchi dei mercati, dove potranno essere acquistati indicativamente tra aprile e maggio. Negli altri periodi, non si trovano fave fresche ma soltanto surgelate.

Varietà

La varietà di fava più diffusa e coltivata in Italia è la aguadulce supersimonia, una cultivar che garantisce una ottima resa qualitativa e quantitativa, oltre a baccelli particolarmente lunghi e semi dal sapore deciso e gradevole.

Ottima anche la sciabola verde, dai baccelli particolarmente lunghi (fino a 40 centimetri) e la extra precoce a grano violetto, o quarantina, adatta per il consumo fresco.


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