Il waffle è uno dei simboli più riconoscibili della colazione americana, una preparazione che evoca l’immagine delle tavole imbandite la domenica mattina e dei brunch. Questo dolce dalla caratteristica forma a griglia viene servito tradizionalmente durante la classica “breakfast” americana, spesso come piatto principale del mattino, accompagnato dall’immancabile sciroppo d’acero che, colando negli incavi, ne esalta la dolcezza e la morbidezza. I waffle nascono per essere semplici, soffici dentro e leggermente croccanti fuori, ma proprio per questo diventano una base perfetta da personalizzare secondo i gusti e le occasioni. Possono essere gustati al naturale, magari con una noce di burro che si scioglie lentamente sulla superficie calda, oppure con frutta fresca, panna montata e zucchero a velo. L’interpretazione più golosa, che strizza l’occhio ai gusti italiani, li vede coperti da una generosa cucchiaiata di Nutella, di marmellate artigianali o con una pallina di gelato per una merenda o un dessert. Negli Stati Uniti non è raro trovarli anche in versione salata, abbinati a uova, bacon o pollo fritto, a dimostrazione di quanto siano versatili.
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Per dare ai waffles la loro inconfondibile forma a quadratini è necessaria la padella per waffle. Questo particolare tipo di padella è in realtà più simile a una griglia, con due parti che si uniscono per cuocere in maniera uniforme la pastella. Su Amazon ce ne sono diversi modelli, e quello di Beper è uno dei più consigliati. Se possedete la padella per waffle, cuoceteli dunque seguendo le istruzioni del fabbricante.
Se non possedete una padella specifica, potete cuocerli in alternativa in una padella normale in modo che assomiglino a un pancake. In questo caso, mettete un mestolo di pastella in una padella bollente ben oliata e cuocete qualche minuto per ogni lato, fino ad ottenere un waffle croccante e dorato. La forma non sarà quella, ma il gusto è esattamente quello che vi aspettate (con la certezza che sia fresco).
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Nonostante la sua enorme popolarità negli Stati Uniti d’America, il waffle ha in realtà un’origine europea, affondando le radici in una storia antica e affascinante. Questa cialda di pasta morbida, simile nell’impasto al pancake o alla ferratella abruzzese, risalirebbe addirittura all’antica Grecia, dove una preparazione analoga veniva chiamata “obelias” e cotta tra due piastre di metallo riscaldate. Nei secoli successivi, la ricetta si diffuse in diverse aree d’Europa, assumendo nomi e caratteristiche differenti. In Belgio e in Francia è conosciuta come gaufre, termine che deriva da “goffrato” e richiama proprio la tipica superficie a grata. Tra il XIV e il XVI secolo queste cialde venivano preparate soprattutto in occasione del Carnevale, come dolce simbolico e augurale, legato alla fine dell’inverno e all’arrivo della bella stagione. Con l’esodo dei Padri Pellegrini dai Paesi Bassi verso il Nuovo Mondo, la tradizione del wafel e del poffer, tortine dalla forma a nido d’ape, attraversò l’oceano e si radicò negli Stati Uniti. Qui, fondendosi con l’eredità della gaufre francese e belga, diede origine ai waffle così come li conosciamo oggi: un dolce che racconta una lunga storia di viaggi, contaminazioni culturali e tradizioni che si intrecciano, fino a diventare un’icona della colazione americana moderna.

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