Una specialità che arriva direttamente dalla Calabria e che rappresenta ormai un’icona di questa regione: nel racconto che vi presentiamo oggi si parla della pitta calabrese, una perla che assume una sua forma specifica in base alla ricetta di riferimento, con differenze territoriali e di tradizioni. Scopriamo qualcosa in più sulla regina della tavola calabrese.
In una ciotola aggiungere acqua, olio e lievito e mescolare.
Aggiungere la farina un po’ alla volta e, tra un’aggiunta e l’altra, inserire all’interno della ciotola anche il miele e il sale. Completare l’impasto unendo tutta la farina: il risultato sarà una pasta morbida e non appiccicosa.
Inserire l’impasto in un contenitore capiente, coperto, e lasciare lievitare per circa un’ora, fino al raddoppio. Successivamente, versare l’impasto su un piano di lavoro infarinato e dividerlo in quattro parti o ‘palline’.
Realizzare un buco al centro di ogni pallina, dopo averle disposte su delle teglie da forno, e lasciare lievitare per un’altra ora fino a raggiungere il raddoppio.
Infornare in forno preriscaldato a 200 °C per 25 minuti, successivamente abbassare la temperatura a 180 °C e continuare a cuocere per circa 5 minuti. Far raffreddare, dividere a metà e condire.
A forma di ciambella a Catanzaro, alta e con più mollica invece a Reggio Calabria o Vibo Valentia, più bassa e senza lievito in altre città di provincia: la pitta calabrese non ha una sola identità ma rappresenta, a pieno, l’anima calabrese. Farine miste o una singola tipologia, impasto con o senza miele, magari dolce e con l’aggiunta di uva sultanina: esistono diverse varianti della pitta calabrese ma la più gustosa resta quella ‘rustica’. Magari farcita con i sapori della Calabria: salsiccia, formaggio fresco, caciocavallo o capocollo, a seconda delle preferenze. Pitta deriverebbe dal dialetto calabrese e dal significato di ‘pittare‘, ovvero ‘spennellare’, richiamando il gesto di ungere la superficie dell’impasto con l’olio prima della cottura per idratarlo ulteriormente. Qualcosa di simile al dipinto di un artista: nasce così questo piatto gustoso.

Giornalista, classe 1995. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Corporate Communication & Media. PhD in Sports Science.
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