Pitta calabrese

A forma di ciambella a Catanzaro, alta e con più mollica invece a Reggio Calabria o Vibo Valentia: la pitta calabrese rappresenta l'identità di questa regione

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Una specialità che arriva direttamente dalla Calabria e che rappresenta ormai un’icona di questa regione: nel racconto che vi presentiamo oggi si parla della pitta calabrese, una perla che assume una sua forma specifica in base alla ricetta di riferimento, con differenze territoriali e di tradizioni. Scopriamo qualcosa in più sulla regina della tavola calabrese.

Ingredienti

  • 600 gr di farina 0
  • 10 gr di lievito di birra fresco
  • 50 ml di olio extravergine d'oliva
  • 350 ml di acqua
  • 1 cucchiaino di miele
  • sale qb
  • Tempo Preparazione: 10 Minuti
  • Tempo Cottura: 35 Minuti
  • Tempo Riposo: 2 Ore
  • Dosi: 4 Persone
  • Difficoltà: Facile
  • Cucina: Italiana
  • Categoria: Pane

Come preparare la pitta calabrese

  1. In una ciotola aggiungere acqua, olio e lievito e mescolare.

  2. Aggiungere la farina un po’ alla volta e, tra un’aggiunta e l’altra, inserire all’interno della ciotola anche il miele e il sale. Completare l’impasto unendo tutta la farina: il risultato sarà una pasta morbida e non appiccicosa.

  3. Inserire l’impasto in un contenitore capiente, coperto, e lasciare lievitare per circa un’ora, fino al raddoppio. Successivamente, versare l’impasto su un piano di lavoro infarinato e dividerlo in quattro parti o ‘palline’.

  4. Realizzare un buco al centro di ogni pallina, dopo averle disposte su delle teglie da forno, e lasciare lievitare per un’altra ora fino a raggiungere il raddoppio.

  5. Infornare in forno preriscaldato a 200 °C per 25 minuti, successivamente abbassare la temperatura a 180 °C e continuare a cuocere per circa 5 minuti. Far raffreddare, dividere a metà e condire.

Pitta calabrese: una specialità senza tempo

A forma di ciambella a Catanzaro, alta e con più mollica invece a Reggio Calabria o Vibo Valentia, più bassa e senza lievito in altre città di provincia: la pitta calabrese non ha una sola identità ma rappresenta, a pieno, l’anima calabrese. Farine miste o una singola tipologia, impasto con o senza miele, magari dolce e con l’aggiunta di uva sultanina: esistono diverse varianti della pitta calabrese ma la più gustosa resta quella ‘rustica’. Magari farcita con i sapori della Calabria: salsiccia, formaggio fresco, caciocavallo o capocollo, a seconda delle preferenze. Pitta deriverebbe dal dialetto calabrese e dal significato di ‘pittare‘, ovvero ‘spennellare’, richiamando il gesto di ungere la superficie dell’impasto con l’olio prima della cottura per idratarlo ulteriormente. Qualcosa di simile al dipinto di un artista: nasce così questo piatto gustoso.

pitta calabrese

Giuseppe Coppola
Giuseppe Coppola

Giornalista, classe 1995. Laureato in Scienze della Comunicazione e in Corporate Communication & Media. PhD in Sports Science.


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