Il sanguinaccio è uno dei simboli più riconoscibili e amati del Carnevale, un dolce al cucchiaio dalla consistenza vellutata e dal sapore intenso di cioccolato fondente, pensato soprattutto per accompagnare chiacchiere, frappe e altri dolci fritti tipici di questo periodo. Più che un semplice dessert, è una vera e propria crema golosa, ricca e avvolgente, che invita all’intingolo e alla convivialità. Tradizionalmente servito freddo o appena tiepido, il sanguinaccio completa alla perfezione la secchezza e la fragranza dei dolci fritti, creando un contrasto irresistibile tra croccante e cremoso. Il suo gusto profondo di cacao, spesso arricchito da spezie come la cannella o la vaniglia, lo rende immediatamente riconoscibile e fortemente legato all’immaginario delle feste di fine inverno. Prepararlo in casa è un rito che si ripete ogni anno, soprattutto nel Sud Italia, dove il sanguinaccio rappresenta un momento di condivisione familiare, una ciotola al centro del tavolo pronta ad accogliere chiacchiere spezzate con le mani e sorrisi impolverati di zucchero a velo.
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Setacciate cacao e fecola insieme e mettetele insieme allo zucchero in una pentola a scaldare a fuoco basso. Quando lo zucchero avrà iniziato a sciogliersi aggiungete, poco a poco, il latte e cominciate a mescolare.
Continuate a mescolare sin quando il composto non sarà ben amalgamato. Il segreto per ottenere un perfetto sanguinaccio è quello di cuocere a fuoco basso e mescolare sempre per evitare i grumi. Ci vorranno circa 10 minuti di cottura.
Tritate il cioccolato fondente e unitelo nella crema. Unite anche la cannella.
Continuate a mescolare fino a quando il cioccolato fondente non si sarà ben sciolto, a quel punto aggiungete il burro.
Una volta che si sarà amalgamato anche il burro, togliete il sanguinaccio e mettetelo in un recipiente basso e largo. Coprite con una pellicola a diretto contatto con la crema e mettete in frigorifero per almeno due ore.
Togliete dal frigo e accompagnate le vostre chiacchiere e castagnole con il sanguinaccio.
La storia del sanguinaccio dolce è molto più antica e affonda le sue radici nella cultura contadina del risparmio e del riutilizzo totale delle risorse, in particolare del maiale, animale centrale nell’economia domestica tradizionale. In origine, infatti, il sanguinaccio veniva preparato utilizzando il sangue fresco del maiale subito dopo la macellazione, che veniva mescolato con un mestolo di legno per evitarne la coagulazione. Successivamente veniva cotto lentamente insieme al mosto d’uva, creando una base dolciastra e densa, arricchita a metà cottura con noci tritate e cannella, per aggiungere profumo e una leggera nota croccante. Era un dolce povero ma ingegnoso, capace di trasformare un ingrediente “di scarto” in una preparazione festiva. Con la direttiva europea recepita nel 1992, che ha vietato la vendita e il consumo alimentare del sangue animale, il sanguinaccio ha cambiato volto, sostituendo il sangue con il cioccolato fondente. Il nome, curioso e per molti poco invitante, è rimasto, diventando una sorta di memoria storica di una cucina che non sprecava nulla e che sapeva reinventarsi, adattandosi ai tempi senza perdere la propria identità.

Non solo dolce: il sanguinaccio, infatti, viene preparato anche nella variante insaccata. Si tratta di una tradizione tipicamente europea.
In Corea del Sud prende il nome di sundae, mentre in Germania è conosciuto come blutwurst (salsiccia di sangue) e in Finlandia come mustamakkara (salsiccia nera).
La preparazione e le regole sanitarie sono regolamentate diversamente dalla legge, a seconda degli ingredienti utilizzati e dalle varie normative nazionali.
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