Li avrai visti usare in tantissimi dolci diversi, come il gustoso bonet piemontese, ma probabilmente così non avevi mai pensato di impiegarli: la torta di amaretti è un curioso mix di morbidezza e croccantezza, ma anche un sapore che non è eccessivamente dolce, grazie alla presenza dei biscotti di mandorla e del Brandy, liquore che si sposa alla perfezione con quello degli amaretti. Volendo, potete sostituirlo con l’Amaretto Disaronno, per rimanere in tema e farne un dolce al 100% italiano. Se invece volete mangiarla a colazione o darla anche ai bambini di casa, potete tranquillamente utilizzare dell’acqua a posto del liquore, aromatizzandola con una fiala di aroma di mandorla amara.
Sbriciolate gli amaretti. Lo potete fare agevolmente mettendoli dentro una busta di plastica alimentare e romperli con le mani. Li dovete ridurre a una granella non finissima.
Con le fruste elettriche montate le uova con lo zucchero fino a ottenere una bella montata chiara e spumosa.
Unite il burro sciolto e intiepidito e amalgamate per bene.
Aggiungete la farina setacciata insieme con il lievito.
Unite il brandy e amalgamate.
Aggiungete la granella di amaretti facendo attenzione a mantenerne da parte una piccola quantità che vi servirà per ricoprire l’impasto in teglia prima di infornare la torta.
Foderate una teglia a gancio da 24 cm di diametro e imburrate bene i bordi. Versateci dentro l’impasto e ricopritelo tutto con la granella di amaretti tenuta da parte in precedenza. In questo modo otterrete una crosticina croccante che darà alla torta agli amaretti una marcia in più.
Cuocete in forno statico a 180° per 40 minuti. Fate sempre la prova stecchino prima di sfornare la torta e verificare la cottura.
La prima testimonianza di biscotti preparati con l’uso di mandorle risale al Medioevo, e soprattutto ai paesi di cultura araba, in cui le mandorle erano particolarmente diffuse. Ancora oggi, infatti, sono coltivate principalmente tra Turchia, Marocco e Spagna, paesi che hanno avuto una forte influenza islamica. Nella torta di amaretti si usa generalmente la variante italiana di questi biscotti, preparati con zucchero, albume d’uovo e mandorle tritate. I più famosi sono quelli di Saronno (Lombardia) e Sassello (Liguria).

Giornalista, ma soprattutto appassionato di tutto ciò che ruota intorno al mondo del buon mangiare: da degustatore, da aspirante cuoco, da cultore degli ingredienti.
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