Carciofi: proprietà, benefici e controindicazioni

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I carciofi sono degli ortaggi figli di una pianta coltivata anticamente in Sicilia. Appartengono alla vasta famiglia naturale delle Asteraceae, alla quale afferiscono (tra le altre) lattuga, radicchio, cicoria, cardo e camomilla.

La diffusione del carciofo nelle cucine regionali risale al Cinquecento e, in questo mezzo millennio, si è radicato nella tradizione enogastronomica dell’Italia, divenendo un protagonista irrinunciabile di ricette che spaziano dagli antipasti fino ai digestivi.

Proprietà nutrizionali

Digestivo, diuretico e coadiuvante della funzione renale, il carciofo racchiude tra le sue foglie proprietà nutrizionali che lo rendono adatto a un consumo pressoché universale.

I carciofi contengono appena 47 calorie per 100 grammi (circa il doppio di asparagi e melanzane, ma quasi la metà rispetto alle patate), e sono dunque adatti al consumo anche nel caso di diete ipocaloriche. Poverissimi in grassi (appena 0,2 grammi ogni 100), sono per contro ricchi in carboidrati e in potassio, mentre lo scarso contenuto di sodio li rende utili per particolari tipi di dieta.

Buono l’apporto di vitamina A e C, così come di calcio, ferro e magnesio, mentre è scarso in vitamina B6, D e B12.

Benefici

Complice la coltivazione su tutto il territorio nazionale, il carciofo è ormai da secoli parte di quella “medicina popolare” che si basa sugli alimenti al fine di apportare benefici all’organismo.

I carciofi sono generalmente associati a proprietà antiossidanti, depurative e coadiuvanti della funzione epatobiliare. Questo mix si deve alla presenza di flavonoidi (in particolar modo rutina e cinarina, ma anche i derivati dell’acido caffeico), così come alla ricchezza in fibre, sali minerali, ferro e di betacarotene.

Un singolo carciofo contribuisce per circa il 20-25% al fabbisogno giornaliero raccomandato di fibre vegetali, ed è inoltre un inibitore del colesterolo LDL (o “colesterolo cattivo”), dunque può favorire il miglioramento delle condizioni dell’organismo in soggetti sovrappeso, ipertesi o con problemi epatici.

Addirittura, c’è chi attribuisce al carciofo proprietà afrodisiache, alla pari di capperi e cetrioli, spesso utilizzati nei menù che si propongono di accendere la passione.

4 motivi per mangiare i carciofi

Effetti collaterali e controindicazioni

Ricchi in fibre, poveri in calorie e con un sapiente mix di vitamine e sali minerali. I carciofi sembrano davvero adatti a tutti, e in effetti sono pochissime le controindicazioni o gli effetti collaterali che si possono associare a questo ortaggio duro, ma dal cuore tenero.

Il caso principale nel quale il consumo di carciofi andrebbe evitato, o comunque limitato, è per le donne durante l’allattamento: così come tutte le verdure amare, i legumi e le spezie, un’alimentazione a base di questi cibi potrebbe alterare il sapore del latte e, in casi specifici, aumentare il rischio di insorgenza di coliche neonatali.

Come scegliere e acquistare i carciofi

La scelta e l’acquisto del carciofo variano molto in funzione dell’uso finale che se ne vorrà fare. Esistono infatti tre grandi tipologie di carciofi: il violetto (originario del Nord Italia), il romanesco (Centro Italia) e lo spinoso (Sud Italia).

Qualunque sia il carciofo scelto, però, vale la pena ricordare che l’ortaggio fresco si evidenzia dal colore intenso delle foglie esterne, che fa da contraltare a quello chiaro delle foglie interne. La “barba”, ovvero i filamenti al cuore del carciofo, devono essere ridotti al minimo possibile, mentre il gambo deve risultare tenero. Infine, la punta del carciofo deve essere ben chiusa, indice questo della freschezza del prodotto.

Stagionalità dei carciofi

Il ciclo fenologico del carciofo è legato al periodo freddo dell’anno, per questo motivo è un ortaggio che si può trovare sugli scaffali generalmente nel periodo compreso tra febbraio e maggio.

Il carciofo romanesco, ad esempio, è prettamente primaverile, mentre la variante Sant’Erasmo (tipica del Veneto) viene raccolta da aprile a giugno. Tra i carciofi precoci, infine, troviamo il Violetto di Chioggia e il carciofo di Catania, quest’ultimo che gode delle più miti temperature dell’isola.

Varietà dei carciofi

L’Italia produce oltre il 30% di tutti i carciofi in vendita, costituendo così il primo produttore al mondo di questo gustoso e versatile ortaggio. Ne consegue che anche le varietà disponibili siano innumerevoli, e si dividano generalmente in violetto, romanesco e spinoso:

  • Il carciofo violetto è diviso a sua volta in varie declinazioni: tra queste il carciofo di Sant’Erasmo (dal colore viola intenso e dalla forma allungata), il carciofo violetto di Toscana (dall’esterno viola e dall’interno giallastro), il violetto di Castellammare e il carciofo di Sicilia, di cui la variante più nota è la catanese.
  • Il carciofo romanesco, detto anche mammola, è caratterizzato da una forma più tondeggiante, ed è tipico del Lazio, in particolar modo di Ladispoli (dove si tiene una celeberrima sagra), Tarquinia, Lariano, Sermoneta.
  • Il carciofo spinoso ha una forma tendenzialmente ovoidale, dal colore medio-scuro, e si coltiva in particolar modo in Liguria e in Sicilia, dove prende il nome di spinoso di Palermo.

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