Come pulire la melagrana

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Il melograno è una pianta della famiglia delle Lythtraceae le cui origini vanno ricercate nelle regioni dell’India settentrionale e del Medio Oriente.

Coltivata fin dall’antichità per il suo frutto, la melagrana è attualmente molto diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, dove è stata introdotta dai Fenici, dai Greci, dagli Arabi e dai Romani. Proprio questi ultimi, ritenendo che la pianta provenisse dalle regioni tunisine allora occupate dai Cartaginesi, definiti anche Punici, diedero all’albero della melagrana il nome che ancora lo contraddistingue.

Come pulire la melagrana senza romperne i chicchi

La parte che appare più complicata su come pulire la melagrana consiste proprio nell’apertura del frutto e nell’estrazione dei chicchi senza romperli. In realtà, adottando pochi e semplici accorgimenti, l’operazione diventa molto più semplice di quanto si possa pensare.

Un primo sistema per sgranare il frutto prevede l’asportazione della calotta superiore mediante un profondo taglio della buccia, avendo però cura di non intaccare la polpa. Procedere, quindi, tagliando la buccia in cinque/sei spicchi, partendo dalla calotta asportata e arrivando quasi all’estremità opposta.

A questo punto adagiare il frutto su un piano rigido e strofinarlo con vigore, come se lo si volesse “impastare”. Questa operazione serve a staccare i chicchi dal materiale spugnoso che li tiene uniti. Tenere il granato sospeso su una scodella, con la parte aperta rivolta verso il basso e battere il frutto col dorso di un cucchiaio. Poco alla volta, tutti i chicchi cadranno nella scodella.

Se l’intenzione, piuttosto che di separare i chicchi dalla buccia, una volta realizzato come pulire la melagrana è quella di mangiare il frutto, la cosa diventa ancora più semplice. Dopo aver eliminato la calotta, come illustrato sopra, occorre osservare con attenzione la sezione scoperta del frutto, per accorgersi che la sua polpa è naturalmente suddivisa in grossi spicchi da una sorta di membrana spugnosa e bianca.

Incidendo la buccia perpendicolarmente alla calotta, in corrispondenza di queste membrane, e tirando gli spicchi così ottenuti verso l’esterno, la melagrana si apre come un fiore, e ogni petalo appare ricoperto di chicchi dolci e succosi, da addentare e sgranare direttamente con i denti.

Se anche questo sistema appare troppo elaborato, si può optare per una spremuta. La melagrana, in questo caso, va trattata proprio come un limone: tagliata a metà nel senso della larghezza, va spremuta con un normale spremiagrumi per ottenere un ottimo succo, rinfrescante ed energetico.

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