Porro: proprietà, benefici e controindicazioni

di in Schede alimenti

Il porro è un ingrediente classico di numerosi piatti della nostra cucina, come risotti, timballi, involtini o zuppe, che per il suo sapore delicato e la sua tenera consistenza, si presta benissimo a diversi usi e si fa piacere praticamente da tutti.

Ma cosa sappiamo davvero su questo alimento per noi molto comune? In questa breve guida, ecco una panoramica generale sul porro con informazioni utili sulle sue qualità nutritive e sugli effetti benefici che possiamo trarre dal suo consumo.

Caratteristiche generali del porro

Il porro che oggi conosciamo e che troviamo sui banchi dei supermercati deriva storicamente da una pianta spontanea di aglio, detto Allium Ampeloprasum, tipico delle regioni mediterranee. Da questa varietà selvatica, ancora esistente ma non più spontanea in Italia, nei millenni il porro è stato selezionato fino ad assumere le sue caratteristiche attuali.

Il porro ha già quindi alle spalle una storia lunghissima, che ci racconta che era già coltivato sin dall’epoca degli antichi Egizi e consumato abitualmente anche dai Romani. Ma che aspetto ha oggi il porro?

La pianta ha portamento verticale con uno pseudo-fusto composto dalle foglie, sottili e piatte, strettamente attaccate le une alle altre, per poi distanziarsi nella parte superiore con punte lanceolate e di un verde più pronunciato. Nella parte inferiore, invece, il porro presenta una sfumatura più chiara, quasi bianca, che corrisponde alla parte più mangereccia.

Un mese prima della raccolta, questa parte, più vicina alle radici, viene rincalzata dalla terra, al fine di far allungare maggiormente la parte da destinare al consumo e farla restare più bianca. Il porro è un ortaggio della famiglia delle Liliacee, di cui fanno parte anche l’aglio, la cipolla e lo scalogno, con ciclo di vita biennale, ossia solamente nel suo secondo anno di vita sviluppa il pinnacolo dell’infiorescenza, che si presenta come una sfera formata da tantissimi piccoli fiori bianchi o rosati il porro appartiene alla famiglia delle liliacee

Proprietà nutrizionali

Dopo questa breve presentazione, passiamo a ciò che più ci interessa: il suo profilo nutrizionale. Il porro è innanzitutto un alimento ipocalorico e adatto a diete dimagranti.

Infatti su 100 g di prodotto apporta solamente 29 kcal. In percentuale una porzione di porro è composta di una buona dose di acqua (equivalente al 87%), è presente un basso quantitativo di carboidrati (circa il 3%), così pure scarso è il livello di proteine (circa al 1,5%), mentre i grassi sono praticamente pari a zero (0,3%).

Buoni, invece, i livelli di sali minerali, in particolar modo di potassio e in minor rilevanza di calcio, magnesio, fosforo e sodio, mentre basso anche se comunque presente il ferro.

Per quanto riguarda le vitamine, il porro si distingue per l’apporto di vitamina A e antiossidanti come il betacarotene e la luteina, che svolgono un’azione protettiva sulle cellule contro il loro invecchiamento.

Altre vitamine presenti appartengono al gruppo dei folati, tra i quali la folacina, quindi consigliato in gravidanza, a patto che venga lavato molto accuratamente.

Tutte queste proprietà diminuiscono notevolmente più si allungano i tempi di cottura, per cui per tentare di preservare la maggior parte delle sue virtù benefiche è consigliabile cuocere il porro al vapore e per il tempo minimo necessario, senza eccedere troppo.

Benefici legati al consumo di porro

Per cominciare, il porro è indicato come un vero toccasana per l’apparato digerente, infatti grazie alla presenza di oli essenziali stimola la produzione di succhi gastrici e favorisce i processi digestivi. È inoltre indicato contro il gonfiore addominale e la formazione di gas, per chi soffre di emorroidi, di stitichezza o di infiammazioni intestinali in genere.

Per casi come questi il consumo di porro è ideale, perché l’acqua e la fibra che contiene lo rendono un leggero purgante. Anche l’alto apporto di potassio interagisce con questa funzione perché favorisce la diuresi, facendo del porro un ottimo alleato per disintossicare il proprio corpo dalle tossine e un emolliente ideale per tutti coloro che soffrono di problemi renali e ritenzione idrica.

Infine, è facilmente digeribile, dunque adatto come ricostituente per chi è in convalescenza o per chi soffre di stress.

Controindicazioni del porro

Come tutte le verdure, il consumo di grandi porzioni potrebbe causare qualche fastidio di tipo intestinale, ma nella norma il porro non causa grossi effetti negativi.

Esiste una piccola percentuale di popolazione che soffre di allergia al porro, che può innescare dermatiti, congiuntiviti oppure fastidi respiratori, come asma e rinite, ma è abbastanza rara.

Coltivazione e stagionalità

Il porro non è un ortaggio che richiede condizioni particolari e da noi cresce benissimo con le cure basilari, per cui si tratta di una verdura che è facile trovare nei banchi del mercato tutto l’anno.

L’importante è che il porro venga raccolto al momento giusto della sua maturazione, una finestra di 2-3 settimane, dopo la quale la pianta subisce un drastico calo qualitativo, per cui è bene assicurarsi sempre quando compriamo del porro al supermercato o in un ortofrutta della sua qualità e freschezza.

Varietà di porro

Esistono diverse varietà di porro che cambiano sulla base del ciclo di raccolta. Infatti esistono varietà a ciclo lungo che si raccolgono in inverno e a inizio primavera, altre invece che vengono seminate in primavera per essere raccolte a giugno-luglio.

Quindi si differenziano a seconda della stagionalità, ma anche per caratteristiche. Infatti ci sono qualità che sono state via via selezionate in virtù della loro lunghezza, come la Swiss Giant, che raggiungono i 30-35 cm, di forma cilindrica e uniforme.

Curiosità – Una varietà… gigante!

Anche nel nostro paese esiste una varietà di porro particolarmente pregiata, detta Porro Dolce Lungo di Carmagnola, famosa per l’eccezionale lunghezza e spessore della sua parte mangereccia.

I fusti, infatti, possono arrivare ad avere un diametro di circa 3-4 cm e in altezza può crescere fino a misurare un metro e mezzo, di cui almeno 85 cm di tenera parte bianca.

Questa specialità tutta italiana è consigliata per preparare piatti di alta qualità.

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