Parliamo di uno di quei piatti che sul menu fanno subito “alta cucina”, “cena delle grandi occasioni” o ristorante d’altri tempi. L’anatra all’arancia è un classico intramontabile che evoca scenari da haute cuisine francese, ma con un segreto storico che ai cugini d’oltralpe piace spesso dimenticare: le sue radici sono profondamente italiane. Nato nella Firenze rinascimentale con il nome di paparo alla melarancia, questo piatto sbarcò a Parigi al seguito di Caterina de’ Medici, venendo poi adottato, perfezionato e ribattezzato canard à l’orange.
Ecco come preparare la versione classica (l’anatra intera), che richiede un po’ di pazienza ma garantisce un effetto scenografico spettacolare.
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Dovete procedere ad una doppia cottura: prima sgrassare poi insaporire e infornare.
In una padella capiente lasciate rosolare l’anatra in un filo d’olio, sfumandola col Grand Marnier e tenendola umida con il liquido di cottura.
Appena sarà rosolata farcite l’anatra spennellandola con burro fuso sia dentro che fuori.
Imbottitela con fette di arancia e le erbe aromatiche, sale e pepe e versate sul fondo della pirofila il succo di arancia, il vino bianco e l’acqua.
Coprite con della carta alluminio e bucherellatela, per facilitare la cottura. Cuocete in forno statico a 200° per circa un’ora e un quarto.
Durante la cottura dedicatevi alla salsa: sbollentate le scorza di arancia in acqua bollente e fatele a listarelle.
Sciogliete lo zucchero in l’acqua aggiungete il succo di arancia filtrato, un po’ di fondo di cottura dell’anatra, l’amido mescolando finchè non si addensa.
Aggiungete le scorza di arancia e spennellate l’anatra a fine cottura.

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