Un vero e proprio cacciucco di terra, per una terra che lo prepara (rigorosamente) di mare: un sapore unico ma che varia a seconda della zona, della materia prima. La scottiglia è uno stufato saporitissimo, fatto di diversi tipi di carne come pollo, coniglio, manzo e altre carni che vengono cotte insieme, per ottenere un concentrato di sapori e aromi che fanno un sugo denso che di solito si mangia col pane toscano abbrustolito.
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Tagliare carota, sedano e cipolla a dadini di piccole dimensioni, fino a ottenere una dadolata uniforme, che andrà fatta rosolare in una pentola dal fondo ampio con l’olio extravergine d’oliva.
Una volta dorate le verdure, aggiungere i vari tipi di carne e farli rosolare per qualche minuto, finché non saranno colorati. Sfumare con il vino rosso e lasciar evaporare.
Aggiungere la passata di pomodoro, l’alloro e regolare con il sale. Abbassare il fuoco e lasciar cuocere a fuoco lento per circa un’ora.
La scottiglia è una ricetta particolarmente radicata nella tradizione contadina della Toscana e nasce dall’esigenza di avere un pasto nutriente e completo con i pochi ingredienti che le famiglie avevano a disposizione. Da qui, una ricetta che unisce diversi animali, di cortile e di caccia, per un risultato robusto, gustoso e anche pratico. L’origine di questo piatto è da ritrovare soprattutto a Pescina, un piccolo borgo ai piedi del monte Amiata fra la Maremma, fra Grosseto e Siena. Ecco perché lo si conosce anche con altri nomi, come sugo di scottiglia alla pescinaia o scottiglia di Pescina. Non si ferma però qui: ogni zona della Toscana ha interpretato la scottiglia secondo le proprie risorse e tradizioni, con ogni versione un po’ diversa. Ci sono 4 varianti principali:

Giornalista, ma soprattutto appassionato di tutto ciò che ruota intorno al mondo del buon mangiare: da degustatore, da aspirante cuoco, da cultore degli ingredienti.
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