Pasqua è sinonimo di ricette incredibilmente gustose e sicuramente Napoli rappresenta
una delle città che è capace di interpretare al meglio la ricchezza della cucina italiana, da fine 2025 divenuta uno dei patrimoni immateriali dell’Umanità UNESCO. Le specialità enogastronomiche a Napoli non mancano durante tutto l’anno, complice un assortimento base di ingredienti locali che già di suo è sinonimo di grandi sapori. Tuttavia, la Pasqua è il momento in cui si concentrano ricette classiche divenute, ormai, così famose da essere note in tutta Italia e non solo. Tra queste ci sono due torte salate ripiene che da sempre uniscono e dividono la città: casatiello o tortano, una disfida tra giganti. Ma quali sono le differenze (e le similitudini) tra le due? Scopriamolo insieme.

Partiamo dal casatiello: già il nome ci dice molto perché sa veramente di Napoli. C’è una premessa da fare: sia il casatiello che il tortano sono due ciambelle, fatte con pasta di pane, apparentemente simili, ma vedremo che ci sono degli elementi che ne stabiliscono le differenze. Il primo elemento distintivo è l’uovo, perché, nel casatiello è inglobato nella parte superiore della ciambella: le uova vanno accuratamente pulite e, quando la lievitazione sarà
completa, andranno posizionate sulla superficie.
Le uova vengono fissate con due strisce di impasto messe a X che ricordano la croce di Gesù: è una decorazione non solo bella da vedere, oltre che legata al simbolismo pasquale, ma anche funzionale, perché l’uovo crudo si cuocerà durante l’infornata e risulterà sodo. Il risultato finale sarà di grande impatto visivo, la decorazione con le uova è davvero
scenografica, con questi piccoli intrecci che sembrano delle gabbiette.

Vediamo le differenze per quanto riguarda gli ingredienti: il tortano ha una farcia a base di
uova, strutto, formaggio, pepe e ciccioli (che si ottengono dalla lavorazione del grasso del
maiale): hanno una consistenza morbida, ma anche fragrante. Il casatiello è caratterizzato da un impasto più ricco, perché oltre ai già citati ingredienti, si aggiungono anche salumi come prosciutto o salame.
Storicamente il tortano viene da una tradizione povera, perché le feste erano la giusta occasione per mettere insieme gli ingredienti disponibili: la forma rotonda celebra la Pasqua perché rimanda alla corona di spine e la forma anulare evoca la ciclicità della resurrezione.
Quando le ricette sono antiche e vengono tramandate di generazione in generazione, subiscono delle variazioni anche in base ai gusti, tuttavia le differenze tra il tortano e il casatiello sono evidenti.
Nel casatiello andava tutto ciò che avanzava dalla lavorazione del maiale, compresa la sugna che arricchisce ulteriormente il sapore. Il nome deriva da ’caso’ (cacio), perché la sua farcia è ricca di formaggio (provolone piccante), oltre che di insaccati.
Giornalista, ma soprattutto appassionato di tutto ciò che ruota intorno al mondo del buon mangiare: da degustatore, da aspirante cuoco, da cultore degli ingredienti.
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