La cucina ligure rappresenta, attraverso una successione armonica di ingredienti di terra e di mare, l’evoluzione storico-culturale di una terra davvero unica nel panorama nazionale.
La potenza di Genova come Repubblica marinara, il costante contatto con le culture marittime e quelle europee ha fatto anche del mangiare ligure un pot-pourri di sapori e ingredienti che vale la pena analizzare nel dettaglio.
Vero protagonista del mangiare ligure è sicuramente il pesto (meglio ancora le trenette al pesto). Questo condimento, che affonda le sue origini in epoca romana, sarebbe in realtà stato inventato solo nell’Ottocento rifacendosi a ricette liguri e francesi.
Curiosa è la preparazione del cappon magro, piatto che nonostante il nome è in realtà una mescolanza di pesce, verdure miste, uova e tonno. Tipica delle zone costiere è la farinata di ceci, una torta salata che si prepara con la farina di ceci e pochissimi altri ingredienti. Tipici della Val Nervia e dell’imperiese sono i barbagiuai, ravioli fritti con un ripieno di zucca e formaggio, mutuati dai tourtons francesi.
Ravioli ripieni, ma stavolta di erbette spontanee, sono i gattafin di Levanto: alla base di pasta sfoglia vengono aggiunte erbe e spezie, oltre a uova e parmigiano, fino a ottenere un ripieno goloso che viene alla fine fritto in abbondante olio bollente.
La torta pasqualina, che si prepara con un ricco ripieno di spinaci e uova sode, è una delle migliori rappresentazioni dei piatti tipici liguri, così famosa che è stata esportata in altre regioni, anche cambiandone gli ingredienti. Oggi infatti la si prepara spesso con i carciofi, dei quali la stessa Liguria è ricca.
Tra le zuppe e i primi piatti si possono poi menzionare la mescciua spezzina (minestra di fagioli, ceci e farro), il minestrone genovese, i pansoti alla salsa di noci e il gran pistau.
Come abbiamo già detto, Genova è una città dove si respira un clima particolare, fortemente aperto alle altre culture eppure rispettoso della sua ricca tradizione. Dal punto di vista culinario c’è l’imbarazzo della scelta e, se la pasta al pesto può rappresentare la scelta ovvia, c’è tanto da provare.
Street food tipico di Zena è sicuramente la focaccia, che viene realizzata in molti modi diversi: all’olio, al formaggio, con le cipolle. Qui è quasi un rito mangiarla in ogni momento della giornata, financo a colazione.
Da provare la panissa, una polenta di farina di ceci che viene tagliata in striscioline e fritta (similmente alle “sgagliozze” baresi) e la cima, ovvero la carne di vitello condita con piselli, uovo, funghi e pinoli. Tra i dolci imperdibile la panera, ovvero la panna al caffè che si può gustare però solo in alcune gelaterie del centro.